Tanti non se lo ricorderanno nemmeno, ma il 1° maggio è anche l'anniversario del più ampio allargamento dell'UE a Est. Infatti, quel giorno del 2004, 10 stati europei (Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia) diventarono membri a tutti gli effetti. Con l'illusione che l'Unione europea sarebbe diventata più forte e l'Europa più stabile....
Il mio vuole essere un contributo alle dinamiche in atto in Europa. Sviluppo, sostenibilità, rapporti EST-OVEST, integrazione, allargamento, multietnicità ... sono solo alcuni dei problemi che quotidianamente affrontiamo. Si tratta di farlo con logica, coerenza, per un futuro comune migliore.
giovedì 2 maggio 2024
venerdì 9 novembre 2012
Pubblicato il Transition Report 2012 della BERS
giovedì 8 dicembre 2011
Aria nuova dall'Est
giovedì 20 ottobre 2011
I paesi est europei adotteranno le norme UE per l'energia
lunedì 3 ottobre 2011
Ripresa economica in atto ma lenta e inferiore alle attese
giovedì 16 giugno 2011
Rapporti Est-Ue, sempre complessi nelle speranze e le aspettive. Tavola rotonda in Francia
Nell'occasione, l'ESSCA, Regards de l'Est hanno prodotto un ampio dossier geopolitico che riguarda tutti i paesi dell'area est europea, interamente scaricabile.
venerdì 14 gennaio 2011
Pubblicato il rapporto finale di OER-Active sulla crisi nell'Est Europa
venerdì 23 aprile 2010
l'ISDEE chiude definitivamente
Oggi alle 13.00 ha definitivamente chiuso la sua esistenza l’ISDEE (Istituto di studi e documentazione sull’Europa comunitaria e l’Europa orientale). Sono trascorsi ben 41 anni per questo piccolo istituto di Trieste di Corso Italia 27, durante i quali si è cercato di diffondere la conoscenza dapprima “dell’oltre Cortina di ferro”, poi delle nuove realtà post-comuniste che si andavano delineando alle nostre porte orientali. Posto in una posizione privilegiata, proprio ai margini est europei, e tuttavia penalizzato dal suo decentramento geografico dai centri politici decisionali. Per di più, al supporto finanziario regionale, indispensabile per la sua sopravvivenza in questi anni, non sempre ha fatto da contralto l’interesse delle stesse amministrazioni regionali e locali, spesso marginale e talvolta solamente se indotto, nonostante anch’esse siano state chiamate, soprattutto dopo il 1989, a svolgere un ruolo “di ponte” con le realtà dell’Europea orientale, confermando le difficoltà storiche del Sistema Italia, sia a livello nazionale che locale, di svolgere quelle attività di analisi e di intelligence sia economiche che sociali e politiche, propedeutiche allo sviluppo ottimale delle relazioni e al suo posizionamento internazionale.
Dal 1o gennaio 2008 L’ISDEE era stato assorbito da INFORMEST (Agenzia per la cooperazione economica internazionale) di Gorizia e il suo gruppo di lavoro e ricerca aveva mantenuto le sue specificità e la sua sede in Trieste quale area decentrata. Dal 1o maggio 2010 anche quest’ufficio viene chiuso e iI gruppo di ricerca, composto da un ristretto numero di persone con diverse specializzazioni scientifiche e linguistiche, viene trasferito alla sede di Gorizia e destinato a nuove attività del campo progettuale.
lunedì 12 aprile 2010
L'estrema destra in ascesa: un pericolo per l'Europa
Ci preoccupiamo molto della crescita della Lega (e facciamo bene) ma non facciamo molta attenzione a quanto stia succedendo attorno a noi. Nei paesi vicini, e in particolare nei nuovi stati membri (ma non esclusivamente, vedi la Francia, la Germania e l'Olanda), non solo la destra nelle sue varie forme e' al potere, e' questo e' il risultato di un giusto gioco democratico, ma le forze reazionarie non-democratiche (scioviniste, nazionaliste, antisemite) sono in altrettanto forte crescita (se non presentano addirittura dinamiche superiori). L'esempio e' l'ultimo voto di questo fine settimana in Ungheria. La loro espansione appare preoccupante poiche' ormai il loro peso parlamentare e sociale incide direttamente sulle politiche nazionali sociali, imponendo chiusure e forme di repressione nei confronti degli stranieri (ma anche delle minoranze interne). Un ulteriore elemento destabilizzante e' rappresentato dal loro forte anti-europeismo, nel tentativo di indebolire le istituzioni europee a favore di un ritorno dei localismi nazionali. Una pressione che, al di la' di non risolvere i pur rilevanti problemi sul piano territoriale, mina gli equilibri della nostra ancor debole UE. Ma gli organi istituzionali continuano a sottovalutare la situazione; c'e' da sperare che non se ne rendano conto troppo tardi, perche' altrimenti, invece di un'Europa allargata nel 2025 si ritroveranno solo dei cocci.
lunedì 18 gennaio 2010
Dossier sulla donna nell'Est Europa
- Bilan de 20 années de transformation
- Femmes politiques, femmes en politique
- Travail et mobilisations
- Questions de femmes
- Figures littéraires et artistiques, parcours de femmes.
venerdì 8 gennaio 2010
Call for paper sulla crescita competitiva nell'Est Europa
martedì 22 dicembre 2009
Prosegue il disimpegno BERS nell'Est Europa
venerdì 18 dicembre 2009
La crisi delle banche austriache rischia di ripercuotersi in Est Europa?
sabato 12 dicembre 2009
La crisi si abbatte sul sistema pensionistico dei paesi in transizione
mercoledì 28 ottobre 2009
Quanto siamo europei? la conoscenza delle lingue
Altrettanto negativa la seconda parte della survey, che interessa la competenza/conoscenza linguistica degli adulti (25-64 anni); anche qui gli italiani rivelano la loro scarsa dimestichezza con le lingue straniere: uno solo su tre ne parla una, uno su quattro dichiara di conoscerne almeno due, anche se in questo caso essi si collocano in linea con la media europea.