Interessanti i tre scenari economici e di sviluppo regionale aggiornati sul Caucaso meridionale e l'Asia centrale (ex sovietica) proposti dal World Economic Forum, nell'ambito del Dialogo strategico per l'area avviato nel 2013.
Il mio vuole essere un contributo alle dinamiche in atto in Europa. Sviluppo, sostenibilità, rapporti EST-OVEST, integrazione, allargamento, multietnicità ... sono solo alcuni dei problemi che quotidianamente affrontiamo. Si tratta di farlo con logica, coerenza, per un futuro comune migliore.
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martedì 16 settembre 2014
sabato 7 settembre 2013
GCR 2013-14. Innovazione e stabilità istituzionale alla base della competitività economica
Il nuovo Global Competitiveness Report 2013-2014 appena pubblicato dal WEF (World Economic Forum) presenta uno status aggiornato dello sviluppo della competitività economica di 148 paesi del pianeta.
Innovazione e stabilità dei sistemi istituzionali vengono evidenziati quali fattori che maggiormente possono influenzare la competitività economica di un sistema-paese.
Secondo il Report, l'Indice globale di competitività vede al primo posto la Svizzera per il quinto anno consecutivo, davanti a Singapore e Finlandia (terza). Migliora la Germania (ora quarta), così come gli Stati Uniti che riconquistano il quinto posto dopo alcuni anni di progressivo arretramento a danno della Svezia). Hong Kong migliora e diventa 7° a spese dell'Olanda. Nono posto per il Giappone.
(c) GCR 2013-2014
L'ITALIA si colloca solamente al 49° posto, in peggioramento (2012: 42°), peggio di Spagna (35°) ma appena meglio del Portogallo (51°), fortemente penalizzata dal ranking di parametri quali la stabilità istituzionale (solo 102° su 148 paesi considerati), quella economica (101°/148), efficienza del mercato del lavoro (137°/148) e sviluppo del mercato finanziario (124°/148).
Secondo i risultati del GCR 2013-2014, i principali fattori limitanti allo sviluppo del business in Italia sono risultati il livello dei tassi di interesse (per il 22,5%), l'accesso ai finanziamenti (il 18,6%), la burocrazia e l'inefficienza della pubblica amministrazione (17,1%) e il quadro normativo restrittivo del mercato del lavoro (9,3%).
L'Italia si colloca al 9° posto per il valore del PIL prodotto (2.014 miliardi $), ma solamente al 26° per il rapporto PIL/procapite (33.115 $).
mercoledì 19 settembre 2012
L'indice di competitività dei paesi nel 2012. L'Italia sempre indietro in Europa
Il World Economic Forum ha pubblicato il suo Report 2012 sulla competitività considerando circa 15 mila imprese di 144 paesi. La Svizzera ha confermato il primo posto, davanti a Singapore e alla Finlandia. Quarta la Svezia, quindi Paesi Bassi e Germania. La francia ha perso molte posizioni, uscendo dal gruppo dei primi venti. Continua la retrocessione degli USA, ora 11imi, dopo aver goduto nel recente passato per diversi anni del primo posto. L'Italia ha, nel complesso confermato la sua posizione. Si è classificata 42a (nel 2011 era stata 43a); peggio di lesi solo alcuni nuovi paesi membri UE.
giovedì 1 dicembre 2011
Global Competitiveness Report 2011-2012 del WEF
E' stato pubblicato il nuovo Global Competitiveness Report 2011-2012 del World Economic Forum che da' un quadro aggiornato della situazione economica del pianeta, tra economie sviluppate e meno sviluppate, in special modo in una situazione molto particolare caratterizzata dalla precarietà e dalla perdurante crisi globale. Sul piano della competitività economica, il rapporto premia anche quest'anno la Svizzera che precede Singapore e la Svezia. I primi dieci posti sono dominati da altri paesi europei (Finlandia, Germania, Olanda, Danimarca, Regno Unito. Al quinto posto gli Stati Uniti, in peggioramento di una posizione. L'italia si colloca appena al 43imo posto, l'ultimo dei paesi del raggruppamento G-7, a causa della situazione critica del suo sistema economico, specie riguardo al mercato del lavoro (eccessivamente rigida e poco efficace) al mercato finanziario, poco sviluppato. Un altro problema sottolineato è il livello della corruzione dilagante e del crimine organizzato, nonché la carenza di indipendenza del sistema giudiziario che inficia il sistema economico-produttivo del paese.
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