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lunedì 13 febbraio 2017

L'Europa cresce, l'Italia meno

Pubblicate le previsioni della Commissione europea sull'andamento economico dell'eurozona per il 2017. Tutti i paesi sarebbero in crescita, solo l'Italia arranca, con appena l'1%. Il trend del PIL Ue28 è destinato a proseguire anche nel 2018, con una lieve accelerazione rispetto alle precedenti previsioni di autunno, sempre sostenuto dalla ripresa della domanda interna.


sabato 11 luglio 2015

Stabile il livello di disoccupazione in Europa

Secondo i dati pubblicati da Eurostat, a maggio 2015 il tasso di disoccupazione nella zona euro e nell'Unione europea è stato dell' 11,1%, rispettivamente del 9,6%, nel complesso stabile rispetto al mese precedente, ma con una diminuzione sul maggio 2014 (11,6% e 10,3%). Il tasso di disoccupazione più basso è stato registrato in Germania (4,7%), mentre quello più elevato in Grecia (25,6% - a marzo) e in Spagna (22,5%).

mercoledì 6 giugno 2012

Stato dell'economia dei Balcani. un Rapporto della Banca mondiale


Il secondo rapporto della Banca mondiale sullo stato dell’economia dei sei paesi sud-est europei non ancora membri UE (Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia) (SEERER), evidenzia la netta contrazione delle dinamiche di crescita. Alla crescita media della regione del 2,2% del 2011, le previsioni indicano in un probabile dimezzamento la possibile crescita per quest’anno.
Le fragili condizioni economiche dell’eurozona hanno esercitato un freno sull'attività economica e una riduzione delle entrate governative in tutti i paesi. Alla luce dell’elevato indebitamento pubblico e delle pressioni dei mercati, tutti i paesi sono alle prese con importanti programmi di risanamento del bilancio. Il settore finanziario dei sei paesi rimane relativamente ben posizionato, ma i rischi restano elevati, soprattutto in considerazione di un crescente rischio di ulteriore contagio della crisi greca.
Nonostante le misure adottate al rafforzamento del settore bancario in ottica di un più ampio e articolato supporto all’intero sistema economico e produttivo-paese, non vanno sottovalutate le crescenti difficoltà derivanti dalla situazione sociale; i sei paesi balcanici stanno infatti vivendo i più elevati tassi di disoccupazione e di povertà d’Europa. La debolezza della crescita durante la fase di ripresa 2010-11 ha presentato in piena luce il problema dell’occupazione, con un’espansione della disoccupazione e una maggiore vulnerabilità del la classe media.
In considerazione dell’attuale fase congiunturale, la Banca mondiale sostiene la necessità di urgenti riforme strutturali che favoriscano la ripresa e l’occupazione, in termini di sviluppo economico-commerciale e finanziario, riforme del mercato del lavoro e del pubblico impiego. Secondo la Banca, inoltre, alla luce di quanto avvenuto in precedenza per gli altri paesi est europei candidati entrati nell’UE, questi paesi devono poter beneficiare del cosiddetto “treno di convergenza” europeo.

(Elaborato dalla Press Release della WB del 5 giugno 2012)

giovedì 26 maggio 2011

La Grecia a rischio default ? magari solo questo .....

L'ipotesi ventilata di un'uscita della Grecia dall'eurozona, ma che ormai trova riscontri nella stessa Bruxelles, rappresenterebbe una decisione sciagurata per il futuro non solo della moneta comune ma anche dell'intera Europa. Se per la Grecia si aprirebbe di fatto un baratro sul suo futuro (pensare di risolvere la crisi con un ritorno alla dracma e di ritornare alle ormai vecchie politiche di svalutazione a supporto dell'economia è perlomeno aleatorio) il sistema europeo vedrebbe sgretolarsi la sua unità e capacità di affrontare i problemi interni, con conseguente indebolimento dell'euro. Anche perché un'eventuale strappo di Atene spingerebbe ben presto anche Berlino su questa strada, insofferente per gli attuali freni allo sviluppo derivanti dalle difficoltà di altri paesi UE. Per non dire del segnale negativo dato ai nuovi membri ancora interessati ad adottare l'euro e a quei paesi est europei che sono ancora nel pieno del processi di integrazione. Un disastro; come tornare indietro di decenni, con il traballante sistema economico americano a sorridere e a godere dei nostri disastri.

venerdì 11 dicembre 2009

Previsioni della BCE. Pil ancora a fatica

A inizio dicembre, la Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato le sue più recenti previsioni relative all'andamento economico della zona-euro; la ripresa economica tarda, e il Prodotto nazionale lordo (Pil) dovrebbe collocarsi a fine 2009 tra -4,1% e -3,9%, per successivamente registrare una ripresa, comunque fragile nel 2010 (+0,1%/+1,5%) e acccelerare ulteriormente nel 2011 (+ 0,2%/+2,2%). In lieve ripresa anche l'inflazione, dopo la deflazione dell'ultimo periodo. Insomma, forse abbiamo superato il punto più basso, ma la ripresa è ancora difficile e lenta; almeno per il prossimo anno. E' il momento di cominciare a pensare a efficaci misure di exit strategy, che agevolino il passaggio a breve-medio termine, altrimenti si rischia di procrastinare l'uscita dalla crisi e ritardare una effettiva ripresa economica del sistema.