Visualizzazione post con etichetta inclusione sociale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inclusione sociale. Mostra tutti i post

martedì 18 settembre 2012

La relazione UE sulla gioventù chiede che si attribuisca la massima priorità all'occupazione e all'inclusione sociale.

La Commissione ha adottato il 10 settembre scorso il EU Youth Report, rapporto triennale sulla gioventù.

"La relazione UE sulla gioventù pubblicata oggi chiede che nell'ambito della politica europea per la gioventù si attribuisca la massima priorità all'occupazione, all'inclusione sociale, alla salute e al benessere dei giovani. La relazione, prodotta con cadenza triennale dalla Commissione, ribadisce che l'UE e gli Stati membri devono fare di più per aiutare i giovani che si sono trovati a sostenere l'impatto maggiore della crisi economica.
Tra i quindici-ventiquattrenni la disoccupazione giovanile nell'UE è aumentata del 50% dall'inizio della crisi, passando da una media del 15% nel febbraio 2008 al 22,5% nel luglio di quest'anno. Le ultime cifre pubblicate da Eurostat indicano che i tassi maggiori si trovano in Grecia (53,8%) e in Spagna (52,9%). Nell'insieme dell'UE più del 30% dei giovani disoccupati si trova senza lavoro da più di un anno (...)."


http://ec.europa.eu/youth/news/20120910_en.htm 

http://ec.europa.eu/youth/policy/national_reports_2012.htm  



(Tratto dalla Press release UE)

venerdì 27 agosto 2010

Rom "rimandati" a casa dalla Francia. Nonostante le politiche UE

Il rimpatrio dei rom romeni e bulgari è giustificato dalla loro "libera scelta", favorita da una buonauscita di 300 euro. La decisione del governo francese ha sinora interessato diverse centinaia di persone - famiglie intere, costrette loro malgrado a rientrare nel loro paese (in entrambi i casi membri UE) perché prive di regolare domicilio e reddito, ma con la prospettiva nei prossimi mesi di una nuova emigrazione, magari non più verso la Francia ma verso altri paesi comunitari. Ciò che ha colpito è stata in particolare la scelta dei governi di Bucarest e Sofia di giustificare il provvedimento francese, assumendo una posizione quasi di sottomissione dovuta forse non solo alle difficili situazioni economiche in cui si trovano entrambi i paesi ma anche evidenziando la carenze di questi governi delle necessarie politiche di integrazione per la minoranza rom, nonostante le politiche UE di inclusione sociale e di non discriminazione adottate per queste persone.