Secondo lo studio, il 44% della nuova potenza elettrica installata l'anno scorso proviene dalle rinnovabili; nel 2010 era stata il 34%, nel 2004 il 10,3%. Attualmente il sistema delle rinnovabili forniscono il 6% dell'elettricità mondiale, con un importante incremento sul 2010, quando il contributo era stato del 5,1%.
Nel 2011, a trainare la crescita degli investimenti nel rinnovabile è stato il solare, che per la prima volta supera nettamente l'eolico. Il settore è cresciuto del 52% attirando 147 miliardi di investimenti, circa il doppio rispetto all'eolico che con 84 miliardi è sceso del 12% rispetto al 2010. Il 35% degli investimenti in fonti pulite è venuto dai paesi in via di sviluppo (in primis la Cina, seguita dall'India ), e il 65% da quelli sviluppati (Stati Uniti).
Secondo lo studio, i volumi di crescita sono stati raggiunti nonostante la drastica contrazione dei prezzi dei moduli fotovoltaici (del 50%) e delle turbine eoliche (10%).
Secondo le conclusioni, tuttavia, le prospettive non sono del tutto rosee; prevale, infatti, anche alla luce delle difficoltà incontrate dal sistema economico globale e dal conseguente rallentamento della crescita e rischio di contrazione degli investimenti, una forte incertezza delle politiche incentivanti e di supporto sia da parte dei singoli paesi che dell'UE, che pongono seri dubbi circa la possibilità delle energie rinnovabili di poter ridurre il livello delle emissioni globali entro il 2020.