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lunedì 27 luglio 2020

Schematizzazione del progetto BLUE KEP


Rapida schematizzazione di BLUE KEP (Knowledge Exchange Program and integration of education systems in the cross-border area), conclusosi quest'inverno, sotto la leadership di INFORMEST.

Qui sotto gli obiettivi del progetto e i risultati conseguiti alla fine dei due anni di lavori nell'organizzazione e lo svolgimento della cooperazione e mobilità tra istituti nautici e tecnici del trasporto e della logistica di docenti e insegnanti di Italia e Croazia.

(c)WG2020

Per il materiale prodotto, si veda il sito di progetto.

martedì 19 giugno 2018

BLUE KEP - mobilità degli studenti tra Italia e Croazia


Il progetto BLUE KEP (BLUE Knowledge Exchange Program and integration of education systems in the crossborder area), co-finanziato dal programma INTERREG Italia-Croazia 2014-2020, mira ad agevolare l’accesso al mondo del lavoro per gli studenti degli istituti tecnici e nautici, cogliendo le opportunità offerte da un settore in grande espansione come l’economia del mare e favorendo lo scambio di esperienze tra Italia e Croazia.


Si tratta di un programma di mobilità scolastica innovativo, della durata di 21 mesi - gennaio 2018-settembre 2019, dedicato alla formazione nella “filiera del mare”, che ha permesso a decine di ragazzi italiani, del Friuli Venezia Giulia e delle Marche, di maturare brevi esperienze di alternanza scuola-lavoro in Croazia e agli studenti croati di studiare negli istituti italiani, proseguimento di progetti dedicati alla mobilità scolastica a partire da KEPASS, nell'ambito del programma IPA Adriatico 2007-2013, e di BlueSKILLS, del 2016, anch'essoparte del programma IPA Adriatico, progetti realizzati con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia come capofila del partenariato e Informest in qualità di assistenza tecnica.


BLUE KEP coinvolge complessivamente  40 38 studenti e 12 istituti tecnici e nautici di Italia e Croazia (7 italiani e 5 croati), per un totale di 45 giornate di scambio culturale e professionale tra due diversi paesi e sistemi scolastici da svolgersi nel periodo marzo-luglio 2019.

(testo aggiornato il 17 gennaio 2019 e 8 maggio 2019)

mercoledì 24 maggio 2017

Sviluppo dei collegamenti tra i terminali di Ronchi dei Legionari (aeroporto FVG) e Fiume/Rijeka (porto&terminal bus)


Alcune considerazioni sul possibile collegamento.
Attualmente non esistono collegamenti diretti tra l’aeroporto di Ronchi d. L. e il capoluogo quarnerino. La sola possibilità è data dal raggiungimento di Trieste (da Ronchi) mediante autobus della linea urbana APT e successivo proseguimento ricorrendo alla linea bus Trieste-Fiume (ci sono 12 corse a/r al giorno; durata 2 ore circa) fornite da diversi operatori del settore, sia italiani che croati. L’autostazione di Fiume è sita sul lungomare, a circa un centinaio di metri dal nuovo terminal marittimo passeggeri, fornendo quindi, anche un agevole accesso al terminale marittimo.
In pieno sviluppo risultano gli operatori low-cost del trasporto pubblico a lunga percorrenza su gomma, che attraversando l’area orientale del Nord Adriatico, toccano anche i centri urbani in questione.
Di interesse appare il terminal marittimo passeggeri, inaugurato a Fiume nel 2009, che permette il collegamento via mare con le principali città croate lungo la costa e sulle isole, sia mediante traghetto che aliscafo, oltre che l’approdo di navi crociera (in aumento proprio grazie al nuovo terminal) (MA ATTENZIONE AL RISCHIO DI CONCORRENZA CON TRIESTE PER LA CROCIERISTICA !).
Il nascente polo intermodale dell’aeroporto di Ronchi, il cui avvio è previsto per l’inizio del 2018, pur essendo caratterizzato prevalentemente da uno sviluppo bimodale aereo-ferrovia (con in previsione un collegamento via shuttle ferroviario con Trieste e Udine – oltre che con Venezia mediante le regolari corse ferroviarie di Trenitalia), vede anche il progetto di realizzazione di una stazione di autobus a favore del trasporto regionale di passeggeri. In quest’ottica si può concepire la possibilità arricchire il futuro network di trasporto passeggeri su gomma attraverso l’attivazione anche di altre linee (anche con il contributo di privati) con i paesi vicini, i cui territori confinanti già gravitano sull’aeroporto che rappresenta una importante soluzione per il raggiungimento di altri centri urbani e capitali europei anche per molti sloveni e croati (soprattutto).
Il trend è destinato ad assumere ancor maggiore rilievo con la prossima entrata della Croazia in Schengen (entro il 2017), che porterà all’eliminazione dei controlli ai confini con la Slovenia e a una libera circolazione delle persone e di conseguenza anche una forte riduzione dei tempi di percorrenza e il venir meno dei colli di bottiglia estivi al confine sloveno-croato.
Non vi sono, al momento, alternative modali differenti (quali p. es. un collegamento via mare (traghetto/aliscafo)) tra Trieste e Fiume, a causa sia dei costi che della maggiore distanza della via d’acqua (ca. 130 miglia contro i 75 km stradali). Sono invece attivi collegamenti marittimi stagionali con alcuni centri dell’Istria e della Dalmazia, ma da Venezia o da Trieste (limitatamente a Pola, con aliscafo). Assente anche il collegamento ferroviario (solo via Zagabria).
Alla luce della situazione in atto, è auspicabile l’individuazione di soluzioni atte a incrementare il ruolo del terminal aeroportistico di Ronchi a favore di Fiume e del suo terminal marittimo attraverso lo sviluppo di forme di cooperazione tra istituzioni del territorio e stakeholder del settore dei trasporti di persone per giungere a un miglioramento delle condizioni e dei servizi offerti ai viaggiatori/turisti lungo questa direttrice. Nello specifico, realizzando una connessione diretta stradale di trasporto pubblico tra Ronchi e il porto di Fiume si porrebbero le basi a sostegno di uno incentivo sia al turismo croato con destinazione continentale che a quello europeo verso la Dalmazia, puntando a favorire il riorientamento della modalità di trasporto ora prevalente (quella privata-autovettura propria) verso soluzioni legate al trasporto pubblico intermodale (aereo-bus-…-nave) più sostenibile, convogliando parte del traffico turistico ora automunito e non organizzato. Allo stesso tempo, non va scordato un positivo impatto legato ai viaggi business da parte croata, che attraverso il terminal aeroportistico di Ronchi avrebbero un più agevole accesso ai mercati nazionali italiani ed europei. Va da sé che una tale soluzione imporrebbe anche l’introduzione di servizi aggiuntivi e integrativi al trasporto in questione a beneficio del sistema economico locale, in primis relativi al collegamento autostazione-terminal marittimo a Fiume.
In questo modo, si contribuirebbe a implementare la connettività transfrontaliera tra Italia e Croazia, attualmente deficitaria e basata principalmente sul trasporto privato, oltre che sulla già citata linea di autobus Trieste-Fiume, e caratterizzata da un pesante impatto in termini ambientali (inquinamento, ingorghi, congestione stradale), specie nel periodo estivo.
Una soluzione potrebbe risultare dalla realizzazione di un regolare collegamento diretto di autobus tra l’aeroporto di Ronchi e la città di Fiume (di interesse anche per il terminal marittimo passeggeri), con la partecipazione di alcune società di trasporto croate al momento attive nella regione nord-adriatica. In particolare, si potrebbe ipotizzare il coinvolgimento di società croate quali
1.   Crnja Tours, che attualmente opera quotidianamente sulla linea Fiume-Trieste-Padova, e quindi una fermata al nuovo polo intermodale di Ronchi parrebbe possibile e renderebbe direttamente accessibile l’aeroporto ai viaggiatori provenienti sia dal Veneto che dalla Croazia;
2.  BusCroatia, che svolge il collegamento tra Trieste e Fiume, ma che potrebbe ipotizzare un prolungamento della tratta sino al polo di Ronchi. Questa società opera inoltre già sia sul collegamento con l’aeroporto (stagionale) di Fiume-Omisalj, che con regolari linee bus dirette verso le isole dalmate settentrionali (Veglia, Cherso), permettendo quindi l’accessibilità a territori più lontani ma di elevato interesse turistico.

Vista la necessità di allargare il partenariato, per aumentare l’area interessata dal progetto transfrontaliero, ad almeno un altro porto e allo sviluppo del collegamento con l’aeroporto FVG, si potrebbe pensare al coinvolgimento del porto di Pola. Pola però ha un aeroporto che si sta sviluppando molto e quindi la proposta progettuale potrebbe risultare essere concorrente e non coerente con i piani di sviluppo dell’area istriana.
Costi
I costi collegati allo sviluppo delle attività (attivazione di una linea transfrontaliera “pilota”, promozione, etc.) sono eleggibili compatibilmente con il budget di progetto, che non potrà essere molto elevato vista la ridotta copertura data dalle attività sull’area programma (sono coinvolte solo poche regioni dell’area programma).

(24/05/2017)

mercoledì 28 agosto 2013

ICE: Fotografia negativa dell'export 2012 del FVG

Il rapporto annuale sul commercio estero dell’ICE l'Italia nell'economia internazionale 2012-2013 evidenzia la considerevole flessione dell'export del Friuli Venezia Giulia anche nel 2012; li flussi hanno evidenziato un netto calo rispetto al 2011, pari all'8,9%. Il valore è sceso a 11,5 miliardi di euro, mentre la quota sul totale delle esportazioni italiane ha raggiunto il livello minimo dell'ultimo quinquennio.

La flessione ha interessato in varia misura tutte le province a eccezione di quella di Gorizia che ha visto un seppur lieve incremento dell’export (+1%). Il capoluogo regionale Trieste ha invece evidenziato il calo più rilevante, oltre il 25%. 

Le esportazioni del FVG sono diminuite verso quasi tutte le aree geografiche con l’esclusione dell'America settentrionale e dell'Asia orientale (rispettivamente +5,1 e +3,2%), beneficiando dei flussi di prodotti siderurgici. Ridotte anche il valore delle esportazioni destinate all’UE (-4,4%), conseguenza soprattutto dell'indebolimento della domanda di Germania e Francia, due tra i primi tre mercati esteri per la regione (primo e terzo), mentre in crescita sono risultati i flussi verso alcuni altri paesi membri UE (Austria, Regno Unito, Polonia). Peggiorati anche i valori delle vendite in mercati importanti quali Russia e Cina (contrazione di circa il 30% per entrambi). 


Da un punto di vista merceologico, il Rapporto ICE sottolinea come l’andamento negativo delle esportazioni abbia interessato quasi tutti i principali comparti produttivi in cui il FVG è tradizionalmente all’avanguardia, penalizzati dal calo dei flussi verso i mercati comunitario ed asiatico: meccanica, mobile, navale/cantieristica. Incrementi sono stati registrati solo per il ramo elettrodomestici e soprattutto per i servizi (quest’ultimo ben +22,1).

sabato 19 gennaio 2013

Rafforzare la filiera integrata della logistica regionale a supporto del sistema produttivo del FVG






(c) RA FVG 2007


La CCIAA di Udine ha affidato al Centro OCSE per l’imprenditorialità, le PMI e lo sviluppo locale/Programma LEED di Trento la realizzazione di uno studio su Logistica e sviluppo locale : opportunità e sfide per il Friuli Venezia Giulia, i cui risultati sono stati presentati presso la CCIAA lo scorso dicembre.

Il documento evidenzia le opportunità derivanti dai vantaggi di cui la regione beneficia, sia di tipo geografico che di snodo di due corridoi paneuropei (il corridoio Mediterraneo (ex Corridoio 5) e il corridoio Adriatico-Baltico), oltre alla presenza di un sistema logistico composto da una rete di poli (alcuni di essi intermodali) distribuiti sul territorio regionale. E, non ultimo, anzi, il ruolo del sistema portuale regionale e in primis di quello del porto di Trieste, gateway di interesse anche (soprattutto) per i mercati centro-europei.

Per altro verso, il rapporto si sofferma anche sulle necessità del sistema logistico regionale di far fronte alla fase di post-crisi e alle nuove condizioni che si vanno a creare sul mercato globale, allo scopo di essere pronto alla ripresa della domanda del mercato e sostenere le pressioni concorrenziali provenienti dai vicini mercati austriaco (soprattutto, tenuto anche presente che questo è il secondo per rilevanza nell’assorbimento dell’export del FVG) e sloveno, e dalla crescente efficacia operativa del sistema logistico del vicino Veneto.

Le conclusioni dello studio contengono una serie di suggerimenti miranti al rafforzamento dell’offerta del mercato regionale attraverso essenzialmente:

a) un miglioramento e una maggiore adattabilità delle capacità portuali del terminale triestino (in particolare),
b) la realizzazione delle connessioni infrastrutturali tra il porto di Trieste e la rete logistica regionale ovviando agli attuali colli di bottiglia che incidono sul flusso regolare delle merci,
c) supporto al rafforzamento del network logistico regionale che dovrebbe attuarsi mediante una messa a punta dell’offerta di servizi (in termini di taglio dei costi, razionalizzazione dei processi della supply chain, integrazione di servizi per la logistica, ecc.),

d) maggiore supporto ai distretti che caratterizzano il sistema produttivo della Regione Friuli Venezia Giulia (tra i quali il cluster del caffè diTrieste e il Parco agroalimentare di San Daniele).

mercoledì 9 maggio 2012

Studio sulle PMI in Montenegro

Venerdi' 11 maggio, presso la Sala Maggiore della Camera di commercio di TS, avra' luogo una conferenza di presentazione delle attivita' legate all'Asse II del progetto Adria 3 - Rafforzamento e sviluppo della cooperazione con i paesi della sponda dell'Adriatico orientale, finanziato attraverso la Legge R. FVG 19/2000.

Con l'occasione, verra' presentato lo studio "Guida alle PMI del Montenegro", da me realizzato per conto di Informest. L'altro partner di progetto e' la Direzione per lo sviluppo delle PMI del Montenegro (NASME).

In allegato il programma dell'evento.