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lunedì 3 agosto 2020

I Balcani occidentali e l'UE - scenario di adesione secondo l'EUISS

Lo ISS dell'UE ha prodotto questo efficace infografica per spiegare quale può essere lo scenario migliore per l'entrata nell'Unione europea dei paesi dell'area balcanica



venerdì 9 febbraio 2018

Nuova strategia per i Balcani occidentali

A Bruxelles la Commissione europea ha presentato martedì scorso la nuova strategia per i Balcani occidentali, un piano d'azione a medio termine il cui fine è l'allargamento a tutti i paesi del sud-est Europa ancora ai margini dell'UE, quale atto di rafforzamento dell'UE nei prossimi anni.

In esso vengono indicate le priorità individuate, riguardanti una cooperazione rafforzata, la necessità di riforme fondamentali e un miglioramento delle relazioni, quali punti chiave per una prospettiva di allargamento credibile. 

Nello specifico, sono delineate sei "iniziative cardine" da attuarsi entro in 2020:
  1. rafforzamento della rule of law
  2. rafforzamento degli strumenti di sicurezza e migrazione
  3. supporto allo sviluppo socio-economico
  4. miglioramento delle connessioni trasporti & energia
  5. roadmap per un'agenda digitale
  6. supporto alla riconciliazione e miglioramento dei rapporti di vicinanza.
A questo scopo Bruxelles intende aumentare i finanziamenti messi a disposizione nell'ambito IPA.

La strategia punta a accelerare l'iter dei negoziati già in corso con Montenegro e Serbia (che potrebbero aderire all'UE nel 2025), e di favorire l'avvio con gli altri paesi dell'area (Kosovo incluso).




mercoledì 15 luglio 2015

Altri due capitoli del negoziato di adesione aperti dal Montenegro

Aperti dal Montenegro altri due capitoli del negoziato di adesione, il capitolo 9 - servizi finanziari, e il 21 - reti trans-europee. Al momento, su 35 capitoli previsti, 20 sono stati aperti ai negoziati e 2 capitoli già provvisoriamente chiusi.

martedì 15 luglio 2014

Secondo Crisis Group necessità di rapidi cambiamenti in Bosnia, anche per quanto riguarda l'approccio occidentale

L'appena pubblicata analisi di Crisis Group affronta la difficile situazione nella Bosnia Erzegovina. Il sistema politico appare "agonizzante", le tensioni etniche persistono e non appare all'orizzonte alcun segnale di cambiamento. Ma le proteste crescono, la corruzione dilaga, i partiti fanno sempre più fatica a controllare l'insoddisfazione dell'opinione pubblica bosniaca e la richiesta di radicali riforme.

L'analisi parte dal presupposto che l'attuale sistema istituzionale definito a Dayton è superato, così come il fattore etnico alla base della federazione e lo stesso ordinamento amministrativo ora basato sui cantoni.

Dovrebbe altresì cambiare totalmente il ruolo ONU ed Europeo, con la chiusura degli attuali organismi che operano in Bosnia, adottando un nuovo approccio nel supporto al paese che dovrebbe prevedere - tra l'altro - l'avvio del processo di adesione all'Ue.

sabato 28 giugno 2014

L'adesione del Montenegro alla NATO rinviata al 2015


Brutta sorpresa per il governo di Podgorica: il Segretario generale della NATO A.F. Rasmussen ha annunciato lo scorso mercoledì 25 giugno a Bruxelles, nel corso della riunione ministeriale del Consiglio NATO che pur confermando la disponibilità verso nuove adesioni da parte di paesi dell'ex area socialista (Georgia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Macedonia), al momento ogni speranza iniziale verrà posticipata di un anno. Le discussioni si avvieranno solo nel 2015 e nella soluzione sperata, l'allargamento potrà aver luogo nei mesi successivi.

Il Montenegro sperava di poter ottenere l'adesione sin dal prossimo settembre (in tal caso l'annuncio avrebbe dovuto essere fatto proprio a Bruxelles), ma i paesi membri della NATO  non hanno raggiunto una posizione comune, preferendo rallentare l'iter in considerazione di un ancora incompleto processo di riforme politiche e di attuazione del quadro normativo nel paese balcanico.  

giovedì 27 giugno 2013

EUROSTAT presenta la fotografia del 28° paese UE

Alla vigilia dell'entrata della Croazia nell'Unione europea (prevista il 1° luglio prossimo), EUROSTAT ha appena pubblicato una scheda con i principali indicatori socio-economici del paese balcanico (vedi link). Di interesse anche il confronto con i dati medi di EU27 e EU28.

mercoledì 22 giugno 2011

Macedonia sotto pressione UE

Una nuova dimostrazione di forza dell'UE. Anzi, la prima in quest'ambito; Bruxelles minaccia Skopje di congelare lo status di paese candidato qualora non ci fossero nuovi progressi sulla via delle riforme interne. D'accordo che i paesi balcanici attualmente stanno facendo ben poco per rispettare l'iter di integrazione (e la Macedonia come gli altri), sia a seguito delle difficoltà politiche ed economiche interne che per un innegabile scetticismo nella regione balcanica occidentale conseguente alla frenata comunitaria sulle tematiche dell'adesione successiva all'entrata di Romania e Bulgaria (2007) e alla dinamiche internazionali degli ultimi anni, ma l'azione intrapresa (e la minaccia) pare tanto una posizione presa nei confronti della controparte debole, in un momento, in cui, tra l'altro, proprio Bruxelles pare non più in grado (o con la volontà) di indicare precise date per l'integrazione del paese e nemmeno per l'avvio del lungo iter precedente di trattative. Senza dimenticare l'incapacità UE di contribuire alla ormai perdurante situazione conflittuale tra Macedonia e Grecia pe la denominazione ufficiale della prima.

Intanto, a Skopje si consolano con l'erezione della statua ad Alessandro magno (il Macedone), 15 metri di bronzo fuso in Italia. Pur denominandola con un inutile sotterfugio "il condottiero a cavallo", ciò non è bastato a pacare le ingenue proteste greche...

giovedì 28 ottobre 2010

L'UE apre la porta alla Serbia. O solo la socchiude ?

Forse c'e' stato un po' troppo ottimismo nella stampa italiana in questi giorni circa le aperture UE alla Serbia. Di fatto, nonostante il passo indietro di Belgrado sull'indipendenza del Kosovo, i ministri degli esteri hanno si' sbloccato d'iter della domanda di adesione che ora potra' passare alla Commissione europea (e indicato nel 2016 la possibile data), ma i successivi negoziati rimangono comunque condizionati dalla cattura di Mladic, cosi' come dimostrato dalla conferma della posizione olandese, il cui governo reputa pregiudiziale questa cattura e la consegna al Tribunale dell'Aia.

Di fatto, si potrebbe parlare di un continuato irrigidimento (l'apertura in questione appare debole e la Commissione continua ad avere le mani legate), proprio mentre in Serbia appare elevato il desiderio di entrare nell'UE. Ma non nella NATO, in ricordo degli ancor freschi bombardamenti del 1999. Non si vorra' forse punire questa pregiudiziale serba ?