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mercoledì 19 settembre 2012

Persone trattate come merce. Non ho parole ....

Il 12 settembre è stato siglato un accordo tra l'Ufficio francese per l'immigrazione e l'integrazione (OFII) e il Ministero degli interni romeno, per l'attuazione e il follow-up di 80 progetti concreti volti alla riabilitazione degli rimpatriati rom di origine romena dalla Francia. L'accordo prevede anche l'utilizzo di rappresentanti della polizia romena in operazioni di controllo e indagine che riguardano persone di etnia rom sul territorio francese.

Qui il comunicato ufficiale del Ministero degli interni francese.

venerdì 27 agosto 2010

Rom "rimandati" a casa dalla Francia. Nonostante le politiche UE

Il rimpatrio dei rom romeni e bulgari è giustificato dalla loro "libera scelta", favorita da una buonauscita di 300 euro. La decisione del governo francese ha sinora interessato diverse centinaia di persone - famiglie intere, costrette loro malgrado a rientrare nel loro paese (in entrambi i casi membri UE) perché prive di regolare domicilio e reddito, ma con la prospettiva nei prossimi mesi di una nuova emigrazione, magari non più verso la Francia ma verso altri paesi comunitari. Ciò che ha colpito è stata in particolare la scelta dei governi di Bucarest e Sofia di giustificare il provvedimento francese, assumendo una posizione quasi di sottomissione dovuta forse non solo alle difficili situazioni economiche in cui si trovano entrambi i paesi ma anche evidenziando la carenze di questi governi delle necessarie politiche di integrazione per la minoranza rom, nonostante le politiche UE di inclusione sociale e di non discriminazione adottate per queste persone.

giovedì 14 gennaio 2010

Immigrazione e politiche adottate in Francia e Italia. Quali risultati

L'esponente francese per i diritti umani Henri Braun ha delineato un interessante quadro comparativo del problema immigrazione e dell'approccio adottato in Francia e Italia. L'articolo ricorda come l'inasprimento delle leggi sinora non ha risolto il problema. E si dichiara preoccupato del livello di razzismo in Italia, probabilmente superiore a quello esistente in Francia. Senza tutti i torti.... evidenzia i numerosi punti deboli delle politiche adottate, che rischiano di produrre pesanti conseguenze invece di risolvere il problema. Il ricorso ai centri di detenzione per periodi sempre più lunghi (sino a 18 mesi) diventa inutile e pretestuoso, e questi diventano sempre più luoghi in cui scoppiano tensioni e proteste. Braun si dichiara preoccupato dell'orientamento ormai prevalente di considerare l'illegale un delinquente,

martedì 22 settembre 2009

Anche i francesi entrano in South Stream

Secondo indiscrezioni russe (non casuali), anche i francesi entrano in South Stream. Dopo essere stati penalizzati nel progetto del pipeline Nabucco per la netta opposizione della Turchia, sorta di ritorsione per la posizione di Parigi sul problema armeno (approvazione della legge sul genocidio armeno del gennaio 2001), ora è imminente la firma del memorandum d'intesa che permetterà alla Francia di acquisire una quota del 10% nella società italo-russa South Stream che realizzerà l'oleodotto destinato a portare il gas russo in Europa attraverso il Mar Nero (con una condotta sottomarina di 900 km) e i Balcani, in aperta concorrenza con il progetto sponsorizzato da Bruxelles, il Nabucco appunto. In questo modo, EDF si aggiunge all'italiana ENI quale nuovo partner europeo di Gazprom; le conseguenze per il sistema energetico francese sono indubbie, poiché con quest'impegno la Francia beneficerà di un maggiore coinvolgimento nei piani di sviluppo energetico russo, con Gaz de France Suez che acquisirà una quota nella società che realizzerà Nord Stream (la condotta sottomarina nel Mar Baltico che porterà il gas russo in Germania), mentre Total parteciperà all'estrazione di gas a Stokman, in Siberia. La decisione francese è destinata a rafforzare la credibilità del progetto South Stream, osteggiato dall'UE e, allo stesso tempo, ad indebolire il progetto Nabucco, sostenuto dall'Unione europea ma alle prese con crescenti difficoltà realizzative e di garanzia di regolari forniture di gas caucasico e centro-asiatico.