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venerdì 21 giugno 2013

Per la Banca mondiale i Balcani sono in ripresa ma la via resta lunga e ardua

L'ultimo Regular Economic Report della Banca mondiale sui Balcani occidentali (From double-dip recession to fragile recovery) di metà giugno presenta una fotografia di una regione in ripresa. Le previsioni economiche per il 2013 vedono una crescita media del 1,7% per i sei paesi, con una punta di +3% per il Kosovo e +2% per la Serbia, il principale mercato dell'area, con prospettive positive per il proseguo nel 2014 e oltre.

Permangono a ogni modo le cautele alla luce delle dinamiche esterne in atto e della situazione interna che vede livelli elevati di disoccupazione (con una media di quasi il 23% secondo la WB, ma che sale a oltre il 50% per la fascia giovanile) e difficoltà nella ripresa economica nel breve.

La WB indica come supporto necessario alla crescita socio-economica dell'area SE una politica di celeri riforme che preveda, tra l'altro, un proseguo del consolidamento finanziario, un miglioramento dell'ambiente imprenditoriale e una implementazione delle capacità produttive intervenendo sul sistema educativo e della formazione produttiva.

giovedì 7 febbraio 2013

Serve liberalizzare la supply chain per sostenere l'economia


I risultati del nuovo Report Enabling Trade: Valuing Growth Opportunities presentato dalla Banca mondiale (WBG) la scorsa settimana in occasione degli incontri di Davos-Klosters evidenziano come un’implementazione della supply chain logistica con una riduzione solo parziale delle barriere frenanti andrebbe a impattare positivamente sulla crescita del PIL mondiale molto più efficacemente della totale rimozione delle tariffe all'importazione ora in vigore. Il Report stima il possibile valore aggiunto di almeno il 4,7% della ricchezza annua prodotta, un valore sei volte superiore rispetto alla scelta alternativa. Il sistema produttivo ne beneficerebbe in maniera concreta, con un impulso all'attività delle imprese (eliminazione delle storture legate all'inefficienza delle procedure amministrative e doganali, riduzione di tempi morti e di conseguenza diminuzione dei prezzi alla produzione) e un sostegno al mercato del lavoro (creazione di occupazione).
Il Report, che presenta una serie di casi studio settoriali, sostiene anche la necessità ddel contributo con un approccio diverso da parte delle amministrazioni nazionali, che dovrebbero meglio focalizzare le loro politiche proprio sull'eliminazione delle barriere alla distribuzione.

mercoledì 6 giugno 2012

Stato dell'economia dei Balcani. un Rapporto della Banca mondiale


Il secondo rapporto della Banca mondiale sullo stato dell’economia dei sei paesi sud-est europei non ancora membri UE (Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia) (SEERER), evidenzia la netta contrazione delle dinamiche di crescita. Alla crescita media della regione del 2,2% del 2011, le previsioni indicano in un probabile dimezzamento la possibile crescita per quest’anno.
Le fragili condizioni economiche dell’eurozona hanno esercitato un freno sull'attività economica e una riduzione delle entrate governative in tutti i paesi. Alla luce dell’elevato indebitamento pubblico e delle pressioni dei mercati, tutti i paesi sono alle prese con importanti programmi di risanamento del bilancio. Il settore finanziario dei sei paesi rimane relativamente ben posizionato, ma i rischi restano elevati, soprattutto in considerazione di un crescente rischio di ulteriore contagio della crisi greca.
Nonostante le misure adottate al rafforzamento del settore bancario in ottica di un più ampio e articolato supporto all’intero sistema economico e produttivo-paese, non vanno sottovalutate le crescenti difficoltà derivanti dalla situazione sociale; i sei paesi balcanici stanno infatti vivendo i più elevati tassi di disoccupazione e di povertà d’Europa. La debolezza della crescita durante la fase di ripresa 2010-11 ha presentato in piena luce il problema dell’occupazione, con un’espansione della disoccupazione e una maggiore vulnerabilità del la classe media.
In considerazione dell’attuale fase congiunturale, la Banca mondiale sostiene la necessità di urgenti riforme strutturali che favoriscano la ripresa e l’occupazione, in termini di sviluppo economico-commerciale e finanziario, riforme del mercato del lavoro e del pubblico impiego. Secondo la Banca, inoltre, alla luce di quanto avvenuto in precedenza per gli altri paesi est europei candidati entrati nell’UE, questi paesi devono poter beneficiare del cosiddetto “treno di convergenza” europeo.

(Elaborato dalla Press Release della WB del 5 giugno 2012)

martedì 25 ottobre 2011

L'occupazione non cresce, i salari nemmeno

Job Trends e' un nuovo strumento della Banca mondiale sul mercato del lavoro globale. E' una semplice, pratica newsletter che in appena una paginetta ci da' un quadro esaustivo degli andamenti regionali del pianeta. E' una lettura critica, che evidenzia il difficile momento; se alcune aree cercano di risalire la china, regioni intere sono ancora alle prese con la perdita di occupazione che ha caratterizzato gli ultimi anni. Allo stesso tempo, i salari hanno segnato il passo, incidendo sugli standard di vita delle persone. Un andamento che non si allinea con la tendenza della crescita economica, che, seppur lentamente, ha ripreso la sua crescita.

lunedì 3 ottobre 2011

Ripresa economica in atto ma lenta e inferiore alle attese


Secondo quanto recentemente dichiarato durante il consueto intra-meeting annuale tra la Banca mondiale e l'FMI per il 2011 la ripresa economica nell'area dei paesi in transizione (Europa dell'Est e Asia  Centrale - ECA) è ormai in atto, anche se permarranno le difficoltà e i ritmi di crescita rimarranno molto lenti, di almeno 2 punti percentuale rispetto alle previsioni precedenti, raggiungendo nella migliore delle ipotesi una crescita percentuale di fine 2011 del 4,3%, quindi un dato molto limitato. Un trend moderato destinato a caratterizzare nei prossimi anni le regioni in via di sviluppo.
Secondo il documento della Banca mondiale, l'area ECA considerata resta fortemente legata alle dinamiche dell'Europa occidentale a seguito della sua dipendenza dall'andamento delle esportazioni verso questo mercato, dai finanziamenti e dai flussi di rimesse che provengono dall'Europa. Di conseguenza, ogni difficoltà o rallentamento dei trend dell'Europa occidentale si ripercuoteranno anche sui paesi ECA.
La ripresa, seppur lenta, è comunque in atto. Dei 30 paesi dell'area ormai la maggioranza di essi ha raggiunto i livelli del PIL del periodo pre-crisi, solo sette non ce l'hanno ancora fatta. Al recupero ha contribuito l'incremento dei prezzi delle materie prime. 
Resta tuttavia nell'intera regione il problema della disoccupazione; dopo il picchi registrati negli ultimi due anni, il calo appare rallentato (l'attuale tasso supera il 13%), ma appare allarmante nel caso della fascia giovanile.

lunedì 9 novembre 2009

Studio WB "Turmoil at Twenty"

E' appena uscito un mega-studio della Banca mondiale "Turmoil at Twenty – Recession, Recovery, and Reform in Central and Eastern Europe and the Former Soviet Union" sullo stato di avanzamento delle riforme dei paesi europei ed asiatici in transizione, avviato ormai vent'anni fa, che tiene in conto delle ripercussioni della crisi internazionale dell'ultimo anno. Lungo, dettagliato ed interessante, con la posizione della principale organizzazione finanziaria planetaria.