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sabato 11 luglio 2015

Stabile il livello di disoccupazione in Europa

Secondo i dati pubblicati da Eurostat, a maggio 2015 il tasso di disoccupazione nella zona euro e nell'Unione europea è stato dell' 11,1%, rispettivamente del 9,6%, nel complesso stabile rispetto al mese precedente, ma con una diminuzione sul maggio 2014 (11,6% e 10,3%). Il tasso di disoccupazione più basso è stato registrato in Germania (4,7%), mentre quello più elevato in Grecia (25,6% - a marzo) e in Spagna (22,5%).

giovedì 9 gennaio 2014

Persiste la crisi economica in Kosovo

Secondo un articolo pubblicato a fine anno da albinfo.ch e ripreso dal Courrier des Balkans, permane una situazione economica critica in Kosovo; l'economia di fatto ristagna (la crescita è stata di solo il 3%), il dieci per cento della popolazione vive in estrema povertà, mentre il tasso di disoccupazione supera il 30%. Gli investimenti esteri latitano e la bilancia dei conti correnti ne risente in maniera evidente.

Secondo l'articolo, continua a predominare l'economia sommersa che sostiene il mercato nero e il contrabbando, tutte attività che favoriscono il crimine organizzato.

Un altro elemento preoccupante è dato dal crescente numero di imprese che interrompono la propria attività conseguenza del crollo della domanda interna.



venerdì 21 giugno 2013

Per la Banca mondiale i Balcani sono in ripresa ma la via resta lunga e ardua

L'ultimo Regular Economic Report della Banca mondiale sui Balcani occidentali (From double-dip recession to fragile recovery) di metà giugno presenta una fotografia di una regione in ripresa. Le previsioni economiche per il 2013 vedono una crescita media del 1,7% per i sei paesi, con una punta di +3% per il Kosovo e +2% per la Serbia, il principale mercato dell'area, con prospettive positive per il proseguo nel 2014 e oltre.

Permangono a ogni modo le cautele alla luce delle dinamiche esterne in atto e della situazione interna che vede livelli elevati di disoccupazione (con una media di quasi il 23% secondo la WB, ma che sale a oltre il 50% per la fascia giovanile) e difficoltà nella ripresa economica nel breve.

La WB indica come supporto necessario alla crescita socio-economica dell'area SE una politica di celeri riforme che preveda, tra l'altro, un proseguo del consolidamento finanziario, un miglioramento dell'ambiente imprenditoriale e una implementazione delle capacità produttive intervenendo sul sistema educativo e della formazione produttiva.

lunedì 13 febbraio 2012

Cresce ancora la disoccupazione nella UE


Secondo i nuovi dati EUROSTAT, la disoccupazione ha raggiunto a dicembre 2011 il 10,4% nell'eurozona e il 9,9% nella UE-27, un risultato in peggioramento rispetto all'anno precedente. 
Rimangono forti le disparita' tra i singoli paesi, con gli indici piu' elevati presentati dalla Spagna (22,9%) e dalla Grecia (19,2%), mentre il tasso di disoccupazione piu' basso e' stato registrato nei Paesi Bassi (4,9%) e in Austria (4,1%). E' altresi' proseguito l'incremento del dato relativo ai senza impiego in Italia, cresciuto all'8,9% (dicembre 2010: 8,1%).

mercoledì 28 dicembre 2011

L’EUROSTAT fotografa una generalizzata crescita del tasso di disoccupazione nel 2010


I dati territoriali prodotti da EUROSTAT per il 2010 relativi all’andamento del tasso di disoccupazione nell’Unione europea a 27 evidenziano l’incremento generalizzato della criticità della situazione, sia in termini di gruppi di popolazione che territoriale, diretta conseguenza della crisi economica che ha colpito l’area negli ultimi anni, interrompendo una tendenza al miglioramento avviata sin dal 2003. Come si vedrà successivamente, la diversificazione varia considerevolmente da paese a paese e ancor di più da regione a regione.
I senza lavoro nell’UE-27 hanno raggiunto a fine 2010 i 23,16 milioni, pari al 9,6% della popolazione attiva  (221,4 milioni di unità nella fascia tra i 15 e i 74 anni di età), in peggioramento di 7 decimi di punto in percentuale sul 2009, evidenziando il peggior risultato del decennio.
Sulla dinamica negativa ha influito il dato relativo alla disoccupazione giovanile, in aumento di un punto in percentuale nel 2010 che ha raggiunto il 20,9%, un fattore uniformemente distribuito tra tutti i paesi UE-27. Analogamente ha inciso il dato relativo alla disoccupazione di lunga durata, che ha avuto un’impennata del 6,6% in soli dodici mesi (la prima volta nell’ultimo quinquennio) sino a toccare il 40,1%, anche se in questo caso alcuni paesi (Danimarca, Paesi baltici, Irlanda, Spagna) appaiono molto più penalizzati rispetto ad altri (Polonia, Germania, Bulgaria).

Il dato statistico fa trasparire un diffuso peggioramento annuo sul piano nazionale,con la sola eccezione di Germania, Austria e Svezia che vedono un lieve miglioramento (che interessa la quasi totalità dei lander) - o nell’ultimo caso - una conferma dei livelli dell’anno precedente (raggiungendo rispettivamente 7,1%, 4,4% e 8,4% del t. di d. medio).  I tassi più elevati appaiono in Spagna, Lituania ed Estonia (rispettivamente 20,1%, 17,8% e 16,9%), con 10 paesi (tra i quali la Francia, il Portogallo, l’Irlanda e la maggior parte dei nuovi stati membri dell’Est Europa – Cechia, Romania e Slovenia esclusi) che evidenziano una media superiore a quella UE-27. Il quadro migliore è invece presentato da Austria e Olanda con un tasso di disoccupazione vicino al livello fisiologico (4,4% e 4,5%).  


2009
%
2010
%
2010
 (.000 disocc.)
2010
(.000 occup.)
UE
8,9
9,6
23,158
221.373
ITALIA
7,8
8,4
2,102
24.658
NORD-EST
4,7
5,5


FVG
5,3
5,7
31
508
TS
4,7
4,4


UD
5,6
6,0


PN
4,9
6,2


GO
5,7
5,4



Fonte: EUROSTAT, ISTAT

Analogamente, nel corso di un solo anno si sono accentuate le differenziazioni a livello regionale (NUTS 2), con  una disaggregazione che evidenzia estremi molto distanti tra essi. Ai tassi molto contenuti nella provincia di Bolzano, nella regione olandese dello Zeeland, nel Tirolo austriaco e a Praga (2,7%, 2,7%, 2,8% e 3,7%), si contrappongono le realtà dei livelli molto elevati soprattutto nella regione ispanica, in Andalusia, Murcia, Valenciana ed Extremadura (28%, 23,4%, 23,3% e 23%), con situazioni altrettanto difficili nella regione della Slovacchia orientale (Vychodo Slovensko 18,5%) e nell’area metropolitana di Bruxelles (17,3%) (escludendo alcuni territori extra-europei spagnoli e d’oltremare francesi, dove il tasso risulta ancora maggiore, sfiorando il 30%).
Secondo i dato EUROSTAT, nel 2010 ben tredici regioni hanno registrato un tasso superiore al 19,2% (livello doppio della media UE-27), mentre complessivamente un quinto di esse oltrepassa il 12% confermando livelli di guardia. Tra il 2009 e il 2010 il tasso di disoccupazione è aumentato in circa i due terzi delle 271 regioni europee, mentre solo nel 10% delle regioni si è avuta una riduzione della percentuale dei disoccupati nel corso dell’anno. Sul piano della distribuzione percentuale, le maggiori differenze a livello nazionale si sono registrate tra le regioni di Belgio, Cechia, Germania, Grecia, Francia e Italia. Appena un quinto delle regioni UE hanno avuto un tasso di disoccupazione inferiore al 6%.

Anche l’Italia ha visto un peggioramento del suo dato complessivo da fonte EUROSTAT relativo al livello di disoccupazione registrata nel paese (8,4% rispetto al 7,8%), su cui continua a pesare la realtà del Sud e delle Isole (rispettivamente 12,8% e 14,5% - entrambi i tassi in peggioramento annuo). 11 regioni su 20 presentano un tasso inferiore alla media nazionale, e tutte sono situate nel centro-sud del paese.
La macroregione del Nord-Est, che continua a presentare il miglior quadro nel complesso nazionale con un tasso disoccupazionale contenuto del 5,5% ha pur tuttavia evidenziato anch’essa una tendenza negativa (2009: 4,7%). In quest’ambito, il risultato più positivo appare quelle delle province di Bolzano (2,7% solamente) e Trento (4,3%), mentre Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto si equivalgono (5,7% le prime due, rispettivamente 5,8%). Bolzano è la sola a evidenziare un leggero miglioramento tra il 2009 e il 2010 (da 2,9% a 2,7%). 
Relativamente al Friuli Venezia Giulia, nello stesso periodo la crescita percentuale dei disoccupati ha avuto un ritmo leggermente inferiore (da 5,3% a 5,7%) che altrove, seppur continuando nella sua espansione iniziata nel 2008. Ciò le ha comunque permesso di collocarsi al quarto posto nella scala nazionale, dietro Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Lombardia, per dimensioni del fenomeno.

Infine, risulta di un certo interesse andare a vedere i dati emersi e relativi alla situazione del fenomeno della disoccupazione in Friuli Venezia Giulia a livello provinciale. Secondo l’ISTAT (ma relativo alla fascia di età 15-64 anni) nel 2010 il dato più elevato appartiene a Pordenone (6,2%, rispetto al 4,9% del 2009), seguita da Udine (da 5,6% al 6%). Sia Trieste che Gorizia hanno invece evidenziato una dinamica diversa, con un lieve miglioramento dell’indice per entrambe le province; Trieste è scesa dal 4,7% al 4,4%, Gorizia dal 5,7% al 5,4%. 

lunedì 10 maggio 2010

Disoccupazione al 10% nell'UE

Secondo i dati Eurostat pubblicati il 30 aprile scorso, a marzo il tasso medio di disoccupazione è rimasto invariato al 10% nei paesi dell'area dell'euro, un anno prima si collocava al 9,1%. Eurostat stima a fine marzo in 23,3 milioni le persone senza impiego nell'UE27, di cui 15,8 milioni nella zona euro; il dato evidenzia una leggera crescita di 123 mila rispetto al precedente mese di febbraio (UE: +101 mila). Rispetto al marzo del 2009, i disoccupati UE27 sono aumentati di 2,55 milioni, quelli dell'eurozona di 1,4 milioni. La dissocupazione più bassa è stata registrata in Olanda (4,1%) e in Austria (4,9%), quella più elevata in Lettonia (22,3%) e Spagna (19,1%).