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lunedì 4 febbraio 2013

World report 2013 dello HRW. L'Europa non è esente da critiche sul rispetto dei diritti umani


Il 31 Gennaio 2013 lo Human Rights Watch ha pubblicato il suo annuale World Report 2013 (il primo fu nel 1978) sullo stato dei diritti umani nel mondo. Il rapporto, che tocca la realtà di quasi 90 paesi del pianeta, mette in evidenza i problemi emersi nel corso degli ultimi dodici mesi alla luce dei cambiamenti avvenuti.

Nello specifico caso dei paesi membri UE, secondo quanto evidenziato dallo HRW, nel 2012 le istituzioni comunitarie e quelle nazionali non hanno pienamente rispettato i loro impegni previsti dalla Carta UE dei diritti fondamentali, denunciando un mancato rispetto dei diritti specie per quanto riguarda l'immigrazione e la discriminazione delle persone (specie per quanto riguarda i rom), un fatto aggravato dall'allargarsi della crisi economica.

Lo HRW rimprovera al Consiglio d'Europa una mancata volontà di richiamare i paesi membri al rispetto degli impegni assunti.


mercoledì 16 maggio 2012

Relazione annuale dell'ECRI. Le discriminazioni sono in crescita

Il Comitato del Consiglio d'Europa contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) ha appena pubblicato la sua relazione annuale. In essa vi è contenuta la preoccupazione per la tendenza in atto in molti paesi di una crescente intolleranza verso i gruppi più vulnerabili quali gli immigrati e le minoranze, conseguenze anche della riduzione dei bilanci di spesa sociale e delle opportunità date dal mercato del lavoro. Gli atteggiamenti xenofobi sono generalizzati e appaiono ampliate anche le discriminazioni contro la popolazione rom.
Sul piano politico, le presenti difficoltà, secondo il rapporto ECRI, hanno prodotto uno sviluppo dei partiti xenofobici e dalla forte retorica nazionalista se non addirittura apertamente razzista, andando a condizionare gli equilibri democratici di diversi paesi. Si sono anche ripetute forme di discriminazione e intolleranza religiosa.
Allo stesso tempo le politiche per l'immigrazione e l'asilo hanno registrato delle dinamiche rallentate, sia a causa di minori risorse che delle pressioni provenienti dalla piazza. Discussioni sono sorte tra gli stessi paesi dell'area Schengen, mentre in altri casi si è proceduto a un rafforzamento dei controlli di frontiera.

venerdì 11 giugno 2010

referendum costituzionale in autunno in MoldovaR

Con il sostegno del Consiglio d'Europa il governo moldavo pare abbia finalmente trovato una soluzione per risolvere la crisi costituzionale che da ormai un anno paralizza il paese. Il 3 giugno i quattro leader della coalizione di governo (Alleanza per l'Integrazione Europea ) hanno annunciato un referendum agli inizi di settembre sull'elezione diretta del presidente (modifica dell'articolo 78 della Costituzione) che dovrebbe portare a nuove elezioni già in autunno, dopo lo scioglimento del Parlamento in ottobre. Si spera così di poter risolvere la lunga crisi istituzionale e politica avviata dopo il voto della scorsa estate che aveva estromesso i neocomunisti dal potere.