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giovedì 8 dicembre 2011

Aria nuova dall'Est

In Croazia crolla la Kosor e l'HDZ e' spazzato via, in Slovenia la destra tradizionalmente al governo rimane al palo (e Jansa col cerino in mano ....), in Russia persino Putin comincia a sentire un vento nuovo che gli soffia sul collo .... e in altre realta' est europee nemmeno altri politici stanno piu' "cosi' bene", mentre in Polonia Turk si conferma con una politica sempre piu' europea ....  sta per aprirsi un'altra fase nell'Est Europa, che di ideologico ha ben poco e dove la crisi finanziaria/economica non e' necessariamente il fattore determinante. Le persone vogliono contare di piu' e decidere del loro futuro, come deve essere in una democrazia. Ecco quindi i risultati (spesso imprevisti) delle urne, le proteste pacifiche che crescono e si espandono senza che possano essere frenate (o soffocate). I poteri forti (regimi ?) dimostrano tutta la loro impotenza e traballano nonostante gli sforzi di rimanere in sella (vero Vladimir ? ci sara' un nuovo voto ????). I problemi sono innumerevoli, le realta' e i casi divergono da paese a paese, eppure c'e' una certa atmosfera che accomuna tutta la regione.  Certo ci vorra' del tempo. Ma forse nemmeno troppo.

sabato 2 aprile 2011

La crisi si allarga all'Asia centrale ?

La febbre della rivolta sociale rischia di allargarsi ancora. Nelle ultime settimane nuovi segnali di insofferenza della popolazione locale sono giunti, anche se sinora hanno avuto scarsa eco sulla stampa europea, dall'Azerbaigian e dall'Armenia. Ma il rischio peggiore e' che cio' possa prima o poi estendersi anche ai paesi vicini Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan, altri due paesi della regione dell'Asia centrale il cui ruolo e peso specifico e strategico e' ben superiore, con l'inevitabilita' che le rivendicazioni della popolazione di maggiore democrazia e liberta' politica possano mescolarsi con le problematiche etniche e religiose che caratterizzano l'area. Una simile evoluzione potrebbe avere, nel medio termine, conseguenze terribili per l'Europa intera, che punta molto su questi paesi in termini di approvvigionamento energetico (gas e petrolio) in maniera tale da sfuggire dalla dipendenza russa.

giovedì 31 marzo 2011

Pretendiamo dagli altri. Ma e noi ?

"Everyone is innocent until proven guilty. Everyone is equal before the law. But it is the duty and obligation of independent prosecutors to initiate investigations when serious allegations are made."
Si tratta di un paragrafo estrapolato da un documento comunitario di questo mese,
relativo agli iter in atto dei processi di integrazione a favore dei paesi dell'area balcanica, area ancora politicamente e legalmente molto fragile - specie in alcuni casi.
Il dubbio che mi rode è che però la nostra società, dopo aver definito principi morali, etici e democratici, voglia correttamente trasmetterli anche ad altri paesi che naturalmente tendono a integrarsi ma senza riuscire pienamente a imporli all'interno della sua composita realtà. Pretendiamo dagli altri ciò che non non rispettiamo.

lunedì 21 febbraio 2011

L'onda lunga della rivolta nella regione Mediterranea

L'onda lunga della rivolta si estende nel Mediterraneo. Per ora ha interessato soprattutto la sponda meridionale, ben presto arrivera' anche in Europa. L'Est e' destinato a risentirne ampiamente, troppi sono i paesi "a rischio', dalle precarie stabilita' e democrazia. L'insofferenza sociale e politica ormai rasenta i limiti, le promesse ripetute dei governanti sono rimaste parole e, al contrario, il malgoverno e la corruzione sono diffusi e imperanti. La gente e' pronta a sostenere e a partecipare a una protesta di piazza, spontanea e de-politicizzata, chiedendo piu' giustizia, pane e lavoro. Gli stessi partiti di opposizione sono per lo piu' esclusi dai moti di protesta, la rivolta parte acefala (e questo puo' risultare un limite). e risulta anche de-ideologizzata, senza piu' proclami.
In Albania e il Serbia il fuoco cova sotto le ceneri, in Macedonia il mondo politico e' paralizzato, per Kosovo e Bosnia Erzegovina al momento c'e' soltanto il coperchio occidentale a frenare lo scoppio di dinamiche incontrollabili - finche' regge. Basta aspettare.... ora e' ormai troppo tardi per porre rimedio.
Un elemento di speranza e', per altro verso, l'assenza di potenziali derive estremiste cosi' come si teme possa invece succedere nel mondo arabo; ne' vi appaiono, in questi paesi, forme di nazionalismo conservatore (forse con la sola eccezione della Bosnia Erzegovina) capace di condizionare o di prendere il controllo della politica nazionale (ma in Bosnia gia' lo fanno e sono loro a rischiare).

lunedì 9 novembre 2009

Abbattere i muri


Oggi si festeggia il crollo del muro di Berlino, la fine del bipolarismo democrazia-comunismo. Quel giorno sembrava la fine di un'era e l'inizio di un mondo migliore, comune. Eppure i muri restano a dividerci, a contrapporci, sia fisici che mentali. Oggi la società è solo un pò più libera che nell'1989. E anche noi...