venerdì 9 febbraio 2018

Nuova strategia per i Balcani occidentali

A Bruxelles la Commissione europea ha presentato martedì scorso la nuova strategia per i Balcani occidentali, un piano d'azione a medio termine il cui fine è l'allargamento a tutti i paesi del sud-est Europa ancora ai margini dell'UE, quale atto di rafforzamento dell'UE nei prossimi anni.

In esso vengono indicate le priorità individuate, riguardanti una cooperazione rafforzata, la necessità di riforme fondamentali e un miglioramento delle relazioni, quali punti chiave per una prospettiva di allargamento credibile. 

Nello specifico, sono delineate sei "iniziative cardine" da attuarsi entro in 2020:
  1. rafforzamento della rule of law
  2. rafforzamento degli strumenti di sicurezza e migrazione
  3. supporto allo sviluppo socio-economico
  4. miglioramento delle connessioni trasporti & energia
  5. roadmap per un'agenda digitale
  6. supporto alla riconciliazione e miglioramento dei rapporti di vicinanza.
A questo scopo Bruxelles intende aumentare i finanziamenti messi a disposizione nell'ambito IPA.

La strategia punta a accelerare l'iter dei negoziati già in corso con Montenegro e Serbia (che potrebbero aderire all'UE nel 2025), e di favorire l'avvio con gli altri paesi dell'area (Kosovo incluso).




martedì 28 novembre 2017

Report sulla povertà energetica nei Balcani

Appena pubblicato il Report finanziato dalla Commissione europea sullo stato della "Povertà energetica nell'Europa sud-orientale" cui hanno contribuito alcune cui diverse organizzazioni della società civile dell'area sud-orientale europea.
Il report delinea lo stato del settore nei sette paesi dell'area in questione, evidenziando le principali problematiche, lo stato del quadro energetico di ogni paese e le politiche adottate tenuto conto il quadro socio-demografico nazionale.

Attenzione è dedicata anche alle ripercussioni sociali delle presenti difficoltà energetiche, in termini di offerta e di consumi: Infine, si suggeriscono alcune misure atte a contenere l'attuale vulnerabilità energetica della società (soprattutto in vista della stagione invernale) e a ridurre l'impatto ambientale. 

mercoledì 24 maggio 2017

Sviluppo dei collegamenti tra i terminali di Ronchi dei Legionari (aeroporto FVG) e Fiume/Rijeka (porto&terminal bus)


Alcune considerazioni sul possibile collegamento.
Attualmente non esistono collegamenti diretti tra l’aeroporto di Ronchi d. L. e il capoluogo quarnerino. La sola possibilità è data dal raggiungimento di Trieste (da Ronchi) mediante autobus della linea urbana APT e successivo proseguimento ricorrendo alla linea bus Trieste-Fiume (ci sono 12 corse a/r al giorno; durata 2 ore circa) fornite da diversi operatori del settore, sia italiani che croati. L’autostazione di Fiume è sita sul lungomare, a circa un centinaio di metri dal nuovo terminal marittimo passeggeri, fornendo quindi, anche un agevole accesso al terminale marittimo.
In pieno sviluppo risultano gli operatori low-cost del trasporto pubblico a lunga percorrenza su gomma, che attraversando l’area orientale del Nord Adriatico, toccano anche i centri urbani in questione.
Di interesse appare il terminal marittimo passeggeri, inaugurato a Fiume nel 2009, che permette il collegamento via mare con le principali città croate lungo la costa e sulle isole, sia mediante traghetto che aliscafo, oltre che l’approdo di navi crociera (in aumento proprio grazie al nuovo terminal) (MA ATTENZIONE AL RISCHIO DI CONCORRENZA CON TRIESTE PER LA CROCIERISTICA !).
Il nascente polo intermodale dell’aeroporto di Ronchi, il cui avvio è previsto per l’inizio del 2018, pur essendo caratterizzato prevalentemente da uno sviluppo bimodale aereo-ferrovia (con in previsione un collegamento via shuttle ferroviario con Trieste e Udine – oltre che con Venezia mediante le regolari corse ferroviarie di Trenitalia), vede anche il progetto di realizzazione di una stazione di autobus a favore del trasporto regionale di passeggeri. In quest’ottica si può concepire la possibilità arricchire il futuro network di trasporto passeggeri su gomma attraverso l’attivazione anche di altre linee (anche con il contributo di privati) con i paesi vicini, i cui territori confinanti già gravitano sull’aeroporto che rappresenta una importante soluzione per il raggiungimento di altri centri urbani e capitali europei anche per molti sloveni e croati (soprattutto).
Il trend è destinato ad assumere ancor maggiore rilievo con la prossima entrata della Croazia in Schengen (entro il 2017), che porterà all’eliminazione dei controlli ai confini con la Slovenia e a una libera circolazione delle persone e di conseguenza anche una forte riduzione dei tempi di percorrenza e il venir meno dei colli di bottiglia estivi al confine sloveno-croato.
Non vi sono, al momento, alternative modali differenti (quali p. es. un collegamento via mare (traghetto/aliscafo)) tra Trieste e Fiume, a causa sia dei costi che della maggiore distanza della via d’acqua (ca. 130 miglia contro i 75 km stradali). Sono invece attivi collegamenti marittimi stagionali con alcuni centri dell’Istria e della Dalmazia, ma da Venezia o da Trieste (limitatamente a Pola, con aliscafo). Assente anche il collegamento ferroviario (solo via Zagabria).
Alla luce della situazione in atto, è auspicabile l’individuazione di soluzioni atte a incrementare il ruolo del terminal aeroportistico di Ronchi a favore di Fiume e del suo terminal marittimo attraverso lo sviluppo di forme di cooperazione tra istituzioni del territorio e stakeholder del settore dei trasporti di persone per giungere a un miglioramento delle condizioni e dei servizi offerti ai viaggiatori/turisti lungo questa direttrice. Nello specifico, realizzando una connessione diretta stradale di trasporto pubblico tra Ronchi e il porto di Fiume si porrebbero le basi a sostegno di uno incentivo sia al turismo croato con destinazione continentale che a quello europeo verso la Dalmazia, puntando a favorire il riorientamento della modalità di trasporto ora prevalente (quella privata-autovettura propria) verso soluzioni legate al trasporto pubblico intermodale (aereo-bus-…-nave) più sostenibile, convogliando parte del traffico turistico ora automunito e non organizzato. Allo stesso tempo, non va scordato un positivo impatto legato ai viaggi business da parte croata, che attraverso il terminal aeroportistico di Ronchi avrebbero un più agevole accesso ai mercati nazionali italiani ed europei. Va da sé che una tale soluzione imporrebbe anche l’introduzione di servizi aggiuntivi e integrativi al trasporto in questione a beneficio del sistema economico locale, in primis relativi al collegamento autostazione-terminal marittimo a Fiume.
In questo modo, si contribuirebbe a implementare la connettività transfrontaliera tra Italia e Croazia, attualmente deficitaria e basata principalmente sul trasporto privato, oltre che sulla già citata linea di autobus Trieste-Fiume, e caratterizzata da un pesante impatto in termini ambientali (inquinamento, ingorghi, congestione stradale), specie nel periodo estivo.
Una soluzione potrebbe risultare dalla realizzazione di un regolare collegamento diretto di autobus tra l’aeroporto di Ronchi e la città di Fiume (di interesse anche per il terminal marittimo passeggeri), con la partecipazione di alcune società di trasporto croate al momento attive nella regione nord-adriatica. In particolare, si potrebbe ipotizzare il coinvolgimento di società croate quali
1.   Crnja Tours, che attualmente opera quotidianamente sulla linea Fiume-Trieste-Padova, e quindi una fermata al nuovo polo intermodale di Ronchi parrebbe possibile e renderebbe direttamente accessibile l’aeroporto ai viaggiatori provenienti sia dal Veneto che dalla Croazia;
2.  BusCroatia, che svolge il collegamento tra Trieste e Fiume, ma che potrebbe ipotizzare un prolungamento della tratta sino al polo di Ronchi. Questa società opera inoltre già sia sul collegamento con l’aeroporto (stagionale) di Fiume-Omisalj, che con regolari linee bus dirette verso le isole dalmate settentrionali (Veglia, Cherso), permettendo quindi l’accessibilità a territori più lontani ma di elevato interesse turistico.

Vista la necessità di allargare il partenariato, per aumentare l’area interessata dal progetto transfrontaliero, ad almeno un altro porto e allo sviluppo del collegamento con l’aeroporto FVG, si potrebbe pensare al coinvolgimento del porto di Pola. Pola però ha un aeroporto che si sta sviluppando molto e quindi la proposta progettuale potrebbe risultare essere concorrente e non coerente con i piani di sviluppo dell’area istriana.
Costi
I costi collegati allo sviluppo delle attività (attivazione di una linea transfrontaliera “pilota”, promozione, etc.) sono eleggibili compatibilmente con il budget di progetto, che non potrà essere molto elevato vista la ridotta copertura data dalle attività sull’area programma (sono coinvolte solo poche regioni dell’area programma).

(24/05/2017)

lunedì 13 febbraio 2017

L'Europa cresce, l'Italia meno

Pubblicate le previsioni della Commissione europea sull'andamento economico dell'eurozona per il 2017. Tutti i paesi sarebbero in crescita, solo l'Italia arranca, con appena l'1%. Il trend del PIL Ue28 è destinato a proseguire anche nel 2018, con una lieve accelerazione rispetto alle precedenti previsioni di autunno, sempre sostenuto dalla ripresa della domanda interna.


martedì 6 dicembre 2016

CAPTAIN Final Conference in Trieste

My speech to the Final Conference of the IPA CBC 2007-2013 Project CAPTAIN, held in Trieste on November 16, 2016, in which I spoke about the "harmonisation of services for passengers with special needs in the Port system of the Adriatic - Ionian area".




sabato 26 novembre 2016

Capitalizzazione e trasporto marittimo passeggeri. Il progetto CAPTAIN


Articolo pubblicato online il 25 OTTOBRE 2016 su L'Informatore navale di Napoli

http://www.informatorenavale.it/news/un-esempio-di-capitalizzazione-dei-risultati-prodotti-nell%E2%80%99ambito-dei-trasporti-passeggeri-marittimi-il-progetto-captain/  



Un esempio di capitalizzazione dei risultati prodotti nell’ambito dei trasporti passeggeri marittimi: il progetto CAPTAIN


L'evento di Mid-term del progetto CAPTAIN (acronimo di Capitalization of Transport models in Adriatic Ionian Network for supporting EUSAIR development / Capitalizzazione di modelli di trasporto nella rete adriatico-ionica a supporto dello sviluppo di EUSAIR),  svoltosi a Rijeka (Croazia) lo scorso 15 settembre 2016 è stata l'occasione per presentare lo stato dei lavori relativi all'attività di capitalizzazione prevista nell'ambito dello stesso progetto.

CAPTAIN risponde alla comune esigenza di migliorare l'accessibilità e la mobilità nel bacino adriatico-ionico (AI) e nel suo entroterra, attraverso lo sviluppo di servizi di trasporto integrato, sostenibili, sicuri, a carattere transfrontaliero (CB), attraverso anche un miglioramento delle infrastrutture.
L’azione di capitalizzazione interessa tre distinti progetti realizzati grazie al finanziamento del programma europeo Adriatic IPA CBC 2007-2013, di cui uno (il primo) ritenuto dal programma di “interesse strategico”: EA SEA-WAY, ADRIMOB e AdriaticMos.
Gli obiettivi specifici di CAPTAIN riguardano a) la promozione di analisi e studi di fattibilità, b) la creazione di sinergie allo scopo di sviluppare una più ampia rete di attori del settore dei trasporti per rafforzare le loro capacità e c) lo sviluppo e il trasferimento di strumenti, modelli, esperienze e buone pratiche implementati nei differenti progetti. Inoltre, si e’ voluto influire, aumentandolo, sull'impatto dei tre progetti capitalizzati sulle politiche nazionali e regionali nell'area adriatico-ionica, allo scopo di stimolare strategie macro-regionali, garantendo un coordinamento degli interventi tesi a superare le problematiche, le  strozzature e i collegamenti mancanti, sia per il trasporto passeggeri e merci, con una particolare attenzione rivolta a forme di cooperazione con le organizzazioni europee e multilaterali esistenti aventi obiettivi simili o convergenti, al fine di evitare sovrapposizioni con organismi ed enti già operanti nel settore, e trovare una complementarietà e sinergie con il cosiddetto "Processo di Berlino”, iniziativa diplomatica legata all'allargamento dell'Unione europea ai paesi dei Balcani occidentali.
La rilevanza dell'attività di capitalizzazione del progetto CAPTAIN è data dall'attenzione riposta affinché l'azione sia in linea e di supporto alla strategia EUSAIR ed ai suoi obiettivi inerenti alla Connettività della regione (Pilastro 2) e in particolare alle tematiche relative al trasporto marittimo (Tematica 1) e alle connessioni intermodali con l’entroterra (Tematica 2).
Inoltre, è da tenere a debita considerazione il luogo e il momento dello svolgimento dell’evento (In Croazia, a metà settembre), alla luce dell’imminente lancio del primo bando del programma transfrontaliero Italia-Croazia, che prevede, tra gli assi prioritari definiti di interesse, una forte attenzione per gli aspetti legati al trasporto e alla mobilità marittimi.
L’evento ha dato l’opportunità di presentare tre delle attività svolte dal progetto CAPTAIN, che maggiormente evidenziano l’elevato potenziale di sostenibilità di specifici output. da capitalizzare.
L’azione propositiva che indubbiamente presenta un più evidente impatto a livello regionale, interessando l’intero bacino adriatico-ionico, è rappresentata dalla costituzione dell’Osservatorio Adriatico-Ionico sul trasporto marittimo dei passeggeri, sorto dall’iniziativa dell’intero partenariato di EA SEA-WAY che ha siglato un accordo transfrontaliero per la sua realizzazione (maggio 2016). In CAPTAIN, si è dunque trattato di passare a formalizzare la sua istituzione (iter tuttora in corso) attraverso una sua strutturazione legale sotto la forma di GEIE (Gruppo europeo di interesse economico), ritenuta la forma più flessibile e snella.
Lo scopo dell’Osservatorio è volto al miglioramento della mobilità nell’area marittima adriatico-ionica attraverso la promozione della cooperazione territoriale e transfrontaliera e  lo sviluppo di un dialogo costruttivo tra i key-player di settore e anche con i policy maker dell’area, fornendo specifiche proposte su questioni legislative e tecniche. Inoltre, è obiettivo auspicato che l’Osservatorio possa svolgere la sua attività in sinergia con analoghi enti dell’area mediterranea, allo scopo di condividere e sviluppare in modo condiviso soluzioni alle tematiche affrontate.

Nello specifico, all’Osservatorio sono stati posti alcuni obbiettivi risultati di comune interesse da parte dei soggetti coinvolti, quali
•  la promozione della cooperazione territoriale e transfrontaliera per un sistema di mobilità dei passeggeri integrato e sostenibile,
•    la promozione del bacino adriatico-ionico quale area unica nell’ambito mediterraneo,
•   influenzare gli ambienti politici nazionali e regionali/locali che presentano interessi comuni, proponendo soluzioni comuni su temi specifici, anche mediante un procedimento di "attività di lobby”,
•    contribuire e sostenere i policy-maker nell’affrontare e risolvere questioni legislative, favorendo una standardizzazione delle procedure amministrative e del quadro legale,
•  provvedere alla fornitura di high-level expertise su tematiche relative al trasporto marittimo delle persone,
•    offrire un quadro statistico per l’area adriatico-ionica,
•  rappresentare il centro per la raccolta e la diffusione di esperienze acquisite e di buone pratiche relative al trasposto delle persone e alla mobilità in senso ampio,
•   la proposta di soluzioni a problemi tecnici, con la presentazione di studi scientifici, l’offerta di formazione e la condivisione di esperienze tecniche,
•    monitorare e diffondere le informazioni relative ai bandi europei.

L’Osservatorio, costituito da un numero limitato di membri fondatori corrispondente all’attuale partenariato di CAPTAIN, vede necessariamente un suo sviluppo attraverso il diretto coinvolgimento di altri soggetti del territorio, con interessi e competenze inerenti agli obbiettivi dello stesso, quali possono essere le amministrazioni pubbliche, gli ambienti accademici e di ricerca, gli enti di sviluppo, le strutture amministrative portuali, gli operatori economici di settore, ecc..

Un importante supporto all’esercizio dell’Osservatorio proviene dall'attività svolta relativa allo studio e all’implementazione dello stato del trasporto marittimo nella regione adriatico-ionica. Il lavoro, anch’esso avviato nell’ambito del progetto EA SEA-WAY da un ampio team accademico dei paesi dei Balcani occidentali, partendo dall’analisi della situazione attuale che vede una diminuzione quantitativa sia di traghetti passeggeri che di traghetti per il trasporto merci, mira attraverso modelli previsionali a definire i possibili sviluppi della mobilità dell’area, individuando le peculiarità e i fattori stimolanti, e proponendo una serie di azioni atte a re-incentivarne l’uso del trasporto marittimo, incrementandone l’efficienza e l’integrazione con altri mezzi di trasposto a favore di una effettiva intermodalità d’uso, attraverso una pianificazione dell’utilizzo delle risorse, una gerarchizzazione dei bisogni e una razionalizzazione dei processi.
Il progetto CAPTAIN coglie anche l’occasione per evidenziare come attraverso l’esecuzione di attività progettuali distinte si possa giungere in modo concreto all’implementazione della mobilità nel bacino adriatico-ionico, anche attraverso il miglioramento di strutture portuali. L’esempio specifico presentato è quello del Terminal passeggeri del Porto di Bar, in Montenegro, per il quale la combinazione di differenti interventi progettuali (ADRIMOB, quindi EA SEA-WAY) con il rispettivo finanziamento, hanno contribuito in maniera comune e coesa al suo sviluppo, sia in termini strutturali (ampliamento della banchina) che di miglioramento ed efficienza delle operazioni ai traghetti e dei servizi offerti ai viaggiatori.