mercoledì 15 maggio 2024

L’Agenda Digitale Europea

Nell'ambito della Strategia Europa 2020 per un'energia intelligente e sostenibile e crescita inclusiva, nel 2010 l’Unione Europea ha lanciato un'Agenda digitale per l'Europa per favorire innovazione, progresso e crescita economica, avendo come obiettivo principale lo sviluppo del mercato unico digitale. Nel 2015 la Strategia per il mercato unico digitale ha ulteriormente sviluppato l’Agenda digitale, stabilendo disposizioni specifiche basate su tre pilastri volti a garantire un ambiente digitale equo, aperto e sicuro:

1) migliorare l'accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e servizi digitali in tutta Europa,

2) creare un contesto favorevole affinché le reti e i servizi digitali possano svilupparsi e

3) massimizzare il potenziale di crescita dell'economia digitale.

Nel 2020 la seconda Strategia digitale quinquennale, intitolata Plasmare il futuro digitale dell'Europa, si è concentrata su tre obiettivi chiave nel settore digitale: una tecnologia al servizio delle persone, un'economia equa e competitiva e una società aperta, democratica e sostenibile. Nel 2021 la Strategia è stata integrata dalla Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale, uno strumento decennale che mira a tradurre in termini concreti le ambizioni digitali dell'UE per il 2030, seguendo le seguenti linee:

  • cittadini con competenze digitali e professionisti digitali altamente qualificati;
  • infrastrutture digitali sicure, efficienti e sostenibili;
  • la trasformazione digitale delle imprese;
  • la digitalizzazione dei servizi pubblici.
Il programma Europa digitale, istituito dal Regolamento (UE) 2021/694, è un nuovo programma di finanziamento dell'UE per la tecnologia digitale con una dotazione finanziaria complessiva prevista pari a 7,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, che fornirà finanziamenti strategici per sostenere progetti in cinque settori: calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale, cybersicurezza, competenze digitali avanzate e garanzia di un ampio utilizzo delle tecnologie digitali in tutta l'economia e la società, anche mediante i poli dell'innovazione digitale. Tale fondo sarà integrato da altri programmi UE, quali Horizon Europe, il meccanismo per collegare l'Europa per l'infrastruttura digitale, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il dispositivo dei fondi strutturali. Nel contesto della ripresa economica dalla pandemia di COVID-19, gli Stati membri sono tenuti a destinare almeno il 20 % dei rispettivi fondi per la ripresa a progetti volti a digitalizzare l'economia e la società (rif. Regolamento (UE) 2021/694).


giovedì 2 maggio 2024

20 anni dal "grande allargamento"

Tanti non se lo ricorderanno nemmeno, ma il 1° maggio è anche l'anniversario del più ampio allargamento dell'UE a Est. Infatti, quel giorno del 2004, 10 stati europei (Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchiadiventarono membri a tutti gli effetti. Con l'illusione che l'Unione europea sarebbe diventata più forte e l'Europa più stabile....





venerdì 4 agosto 2023

Cosa si intende per alimentare innovativo

Secondo la FAO, l’Organizzazione ONU per l'alimentazione e l'agricoltura, l’alimentare innovativo (novel food; nouvel aliment) è definito come «un tipo di alimento che non ha una storia significativa di consumo, o è prodotto con un metodo che non è stato precedentemente utilizzato per gli alimenti».

In questo caso, non vi è indicata una precisa soglia temporale di smercio e utilizzo a partire dalla quale considerare se un prodotto è innovativo (o meno). Ciò avviene, invece, nel caso del regolamenti UE 2283 del 25 novembre 2015.

Il comparto dell’alimentare innovativo nell’Unione europea è infatti normato dal Regolamento UE 2015/2283 (in sostituzione del precedente Reg. 258/1997), pienamente in vigore dal gennaio 2018. In esso viene chiaramente definito il prodotto in questione; all’art. 3 si specifica che "qualsiasi alimento che non sia stato consumato in modo significativo in Europa prima del 15 maggio 1997 è considerato un nuovo alimento". Questa categoria comprende nuovi alimenti, alimenti provenienti da nuove fonti, nuove sostanze utilizzate negli alimenti e nuovi mezzi o tecnologie di produzione alimentare.

Sono altresì nuovi alimenti quei cibi consumati da almeno 25 anni nei paesi terzi senza rischi per la salute. Risultano in ogni caso esclusi prodotti con normativa verticale specifica come OGM, enzimi e additivi.

Questi prodotti, quindi, devono sottostare ad un'autorizzazione per valutarne la loro sicurezza prima della loro immissione in commercio. La richiesta di autorizzazione deve essere presentata direttamente online alla CE – Dipartimento Generale Salute e Sicurezza alimentare (e non più a ogni singolo stato membro), conformemente alle linee guida pubblicate dall’autorità per la sicurezza alimentare (EFSA - European Food Safety Authority), con i dati scientifici a supporto della sicurezza della sostanza oggetto della domanda di autorizzazione. Analogamente (attraverso una procedura particolare e semplificata), si procede nel caso di alimenti tradizionali provenienti da paesi terzi, anche se già in commercio, in maniera tale da agevolare gli scambi di alimenti e consentire la loro immissione sul mercato comunitario(linee guida EFSA specifiche). L’accertamento della sicurezza viene fatto dall’EFSA.

È da sottolineare che l’uso di nuovi prodotti alimentari nell’UE è approvato sulla base di prove scientifiche, solo se questi non presentano rischi per la salute pubblica, il loro uso non è svantaggioso dal punto di vista nutrizionale quando sostituiscono un prodotto alimentare simile e non sono fuorvianti per il consumatore. Prima di venire autorizzati devono essere sottoposti a una valutazione scientifica che ne garantisca la sicurezza.

Successivamente al nulla osta EFSA, la Commissione rilascia l’autorizzazione attraverso l’inserimento del nuovo alimento autorizzato nell’apposito Elenco dell'Unione dei nuovi alimenti (istituito con Reg. UE 2470/2017 - aggiornato annualmente), insieme a tutte le specifiche previste, incluse le eventuali tipologie alimentari in cui può essere contenuto, le dosi e altre caratteristiche.

L’autorizzazione definisce le condizioni per il loro uso, la loro designazione come prodotti o ingredienti alimentari e i requisiti di etichettatura (condizioni d'uso, indicazioni nutrizionali, eventuali avvertimenti d'uso, ecc.), definiti nel Regolamento (CE) 1169/2011.

Esiste inoltre un Catalogo dei nuovi alimenti, anch’esso gestito a livello UE, che elencai prodotti di origine animale e vegetale e altre sostanze soggette al regolamento sui nuovi alimenti, sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri UE. Si tratta di un elenco non esaustivo che serve da orientamento per stabilire se un prodotto necessita di un'autorizzazione ai sensi del regolamento sui nuovi alimenti.


A questo punto, il prodotto alimentare innovativo può essere immesso sul mercato di qualsiasi stato membro.

Uno Stato membro da solo non può vietare o approvare individualmente un nuovo alimento autorizzato dall'UE. Tuttavia, ha la possibilità di limitare l'immissione sul mercato nazionale qualora ritenga che esista un rischio per la salute ai sensi delle clausole di salvaguardia della legislazione alimentare.

WG (C)2023




lunedì 29 maggio 2023

Il concetto di Industria 4.0

 Per Industria 4.0 si intende un nuovo modello di organizzazione delle strutture produttive, definita "intelligente" peculiare del settore manifatturiero, che ridefinisce il modo di lavorare e  la natura dell'organizzazione del lavoro, caratterizzata da un'interconnessione di macchine e sistemi all'interno dei siti di produzione, ma anche tra di essi e all'esterno (clienti, partner, altri siti di produzione). Infatti, l'Industria 4.0 non implica solo l'adozione di nuove tecnologie, ma anche l'adozione delle giuste competenze, know-how e forme organizzative per sfruttare appieno queste nuove tecnologie.



Infine, sta a indicare l'evoluzione di una serie di processi che portano l'automazione industriale più tradizionale verso una forma di integrazione digitale di tutte le sue componenti (smart factories).



Questa nuova modalità di organizzazione mira ad aumentare le capacità di una maggiore flessibilità ed adattabilità nel processo produttivo, di mass customisation e di un'allocazione più efficiente delle risorse, aprendo la strada a una nuova rivoluzione industriale (la quarta, a ragione 4.0), passando dalla produzione di massa a una produzione personalizzata su larga scala e alla crescita e sviluppo di servizi annessi. Una rivoluzione che va a interessare anche settori non prettamente manifatturieri, talora coinvolgendoli direttamente, specie la logistica e l’agricolo che beneficeranno fortemente delle innovazioni produttive adottate.



Gli elementi fondamentali dell'Industria 4.0 sono rappresentati dal ricorso ad approcci e tecnologie innovative quali l'Internet of Things, l’Artificial intelligence (AI), l’Horizontal e Vertical System integration, la Augmented Reality, la Robotics e advanced automation e la Cibersecurity, che si compongono in sistemi tecnologici innovativi quali i Cyber Physical Systems, l'Industrial Analytics, il Cloud Manufacturing, il Cloud computing, Wearable e HMI, e la Additive manufacturing o 3D Printing. 


WG (2023)


venerdì 3 marzo 2023

Redistribuzione della ricchezza derivante dal petrolio

Interessante analisi di Julien Damon sulla redistribuzione della ricchezza derivante dall'estrazione del combustibile nero pubblicata da Telos-eu (Redistribution petroliere et revenu universel), qui riferito ai casi degli Emirai arabi, Alaska e Norvegia, tra i principali produttori mondiali.

Un tema molto discusso (e con potenzialmente enormi ripercussioni sociali ed economiche) ma che, di fatto, risulta sviluppato solo in misura limitata, poiché di vera distribuzione non si è mai avviato alcun processo esteso. E, i tre casi dei paesi presi in considerazione, evidenziano chiaramente il differente approccio seguito.


martedì 28 febbraio 2023

aumenta la fame nel mondo conseguenza della guerra in Ucraina

Una grave ripercussione della guerra in Ucraina è stato l'aumento della fame nel mondo, come evidenzia l'articolo pubblicato dal WRI - World Research Insitute e dal FOLU "The Ukraine War at One Year: Resilient Food Systems Can't Wait Any Longer", con particolare impatto negativo anche su paesi molto lontani e vulnerabili, come quelli del continente africano, fortemente legati alle importazioni di beni alimentari da Russia e Ucraina, dove già il problema risultava molto serio. 

venerdì 16 dicembre 2022

Le nanotecnologie in Europa

Cosa si intende per nanotecnologie

Le nanotecnologie fanno parte di un nuovo paradigma socio-economico (il quarto) che caratterizza la società a partire dagli anni ‘80 dello scorso secolo. Assieme ad esse, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le biotecnologie e le ecotecnologie. Si tratta di tecnologie abilitanti-chiave; infatti, le nanotecnologie permettono di far progredire tutti i settori applicativi (sanità, ambiente, comunicazione, sicurezza, trasporti, tempo libero, servizi, formazione) della vita e dell’ambiente quotidiano. Come anche riconosciuto dall’High-Level Expert Group on - Key Enabling Technologies costituito nel 2014 dalla Commissione europea, le tecnologie abilitanti sono suddivise in sei raggruppamenti: nanotecnologie, micro e nanoelettronica, biotecnologie, fotonica, materiali avanzati e sistemi di produzione avanzati.

Le nanotecnologie consentono di manipolare la materia nella sua scala elementare (il nanometro), quella dell'atomo. Sono complementari alle nanoscienze che concorrono a comprendere il comportamento della materia su questa scala.

Le nanotecnologie includono i nanomateriali, i nanocomponenti, i nanosistemi, le tecniche e i processi di fabbricazione, di manipolazione, di caratterizzazione, di imaging e gli strumenti di modellizzazione-simulazione utilizzando una scala tra 1 e 100 nanometri.

Il potenziale di scoperte e applicazioni legate alle nanotecnologie deriva dal fatto che in scala nanometrica (nanoscala) le proprietà della materia possono risultare radicalmente diverse. Ciò perché a  questa scala gli atomi sono più «accessibili». A volume equivalente, la materia sotto forma di nano-oggetti (ad esempio nanoparticelle) presenta una maggiore superficie sviluppata. Questa proprietà la rende più reattiva, poiché gli reazioni chimiche si verificano in superficie. E più reattività significa potenzialmente più utilità. A questa scala, è la reattività superficiale che è determinante e le proprietà di un materiale possono così differire. Con la sola riduzione delle loro dimensioni, i materiali possono presentare nuove proprietà che non possiedono a una scala superiore o su scala macroscopica (cit. nanoyou.eu).

Nanotecnologie e mondo produttivo sono quindi legati in modo intrinseco; le imprese hanno la possibilità di integrare l’utilizzo e lo sviluppo delle nanotecnologie all’interno delle proprie strategie (adottando sia processi top-down (=miniaturizzazione, come nel caso della microelettronica) che bottom-up (quest’ultimo più caratterizzante le nanotecnologie, partendo da semplici molecole per assemblare materiali in grado di autoreplicarsi e organizzarsi seguendo schemi e meccanismo già studiati in biologia (Della Rovere, 2003) ), per ridefinire i propri modelli di business e aumentare la propria competitività, identificando soluzioni produttive ad alto tasso innovativo, in modo tale da realizzare cambiamenti radicali attraverso prodotti e servizi ad alto valore aggiunto.

I vantaggi della nanotecnologia dipendono dal fatto che è possibile adattare le strutture dei materiali a scale estremamente piccole per ottenere proprietà specifiche, estendendo così notevolmente il toolkit della scienza dei materiali. Utilizzando la nanotecnologia, i materiali possono essere resi più forti, più leggeri, più durevoli, più reattivi, più simili a setacci o ancora a migliori conduttori. Di fatto, molti prodotti commerciali di uso quotidiano che si basano su materiali e processi su scala nanometrica sono già sul mercato e nell'uso quotidiano.

Accanto agli elevati benefici dei prodotti derivati dalle nanotecnologie in termini di innovazioni e vantaggi persistono tuttavia i dubbi relativi alle eventuali ricadute a medio e lungo termine sulla salute delle persone e sullo stato dell'ambiente (tossicità, impatto sul DNA umano, impatto sinergico, implicazioni della trasformazione in nanoscala, ecc.) che sono, al momento, ancora sconosciute e oggetto di approfondite ricerche scientifiche. 


Strategia europea a favore delle nanotecnologie

Al momento non esiste una regolamentazione internazionale di riferimento alle nanotecnologie e ai nano-prodotti. A livello europeo, è stata adottata nel 2004 dalla Commissione una comunicazione Verso una strategia europea a favore delle nanotecnologie che definisce il concetto di nanotecnologie e indica i settori maggiormente interessati (assistenza sanitaria, tecnologie dell'informazione, produzione e stoccaggio di energia, manufatturiero, ricerca su cibo, acqua e ambiente, sicurezza) ma, in mancanza di una politica di innovazione armonizzata a livello comunitario, demanda di fatto la gestione all’iniziativa di singolo stato membro, che si trova in diretta concorrenza con altri player di settore molto più «efficaci» (in termini di potere di investimento – anche pubblico) quali gli USA, la Cina, l’India e l’Iran. 

La Commissione, indicando la necessità di un coordinamento a livello europeo a supporto dello sviluppo del settore, nella sua comunicazione delinea le attività chiave: accrescere gli investimenti e il coordinamento della [Ricerca e Sviluppo] R&S per rafforzare lo sfruttamento industriale delle nanotecnologie; sviluppare "poli d'eccellenza" che tengano conto delle esigenze sia dell'industria che delle organizzazioni di ricerca; promuovere un insegnamento e una formazione interdisciplinari del personale addetto alla ricerca, unitamente a un forte spirito imprenditoriale; assicurare condizioni favorevoli al trasferimento di tecnologia e all'innovazione, perché l'eccellenza europea nella R&S si traduca in prodotti e processi in grado di generare ricchezza. 

La Commissione altresì sottolinea la necessità di considerare le «impressioni del pubblico» rispetto alle nanotecnologie, nonché di uno sviluppo responsabile di tali tecnologie che rappresentano nuovi approcci alla R&S con applicazioni che avranno un impatto su tutti i settori tecnologici e permetteranno nuovi sviluppi in settori quali l'assistenza sanitaria, la ricerca in campo alimentare e ambientale, la tecnologia dell'informazione, la sicurezza, i nuovi materiali e la produzione e la conservazione di energia.

La comunicazione CE è stata seguita nel 2005 dalla proposta di un Piano d’azione 2005-2009 in cui l’Europarlamento UE conferma le indicazioni della CE e le priorità evidenziate. 

Nel 2008 una nuova comunicazione della CE si impegnava nel riesame della legislazione dell'UE nei settori pertinenti i nanomateriali in produzione o in commercio e contestualizza il termine di «nanomateriale» (di sintesi /o artificiale, nanostrutturato e nanometrico). E nel 2011 una Raccomandazione fornisce infine una definizione del nanomateriale.

In attesa di una nuova strategia UE nell’ambito delle nanotecnologie, è emersa sia da esperti che dall’opinione pubblica la richiesta di maggiori chiarezze riguardo ai potenziali rischi ambientali, di salute e di sicurezza derivanti dallo sviluppo di questo nuovo settore.

Nel 2004 era stato presentato a Bruxelles un Libro bianco, Vision 2020: Nano-electronics at the centre of the change, che definiva una strategia futura per la nanoelettronica in Europa, da subito ritenuto «settore strategico». Il rapporto, prodotto da un gruppo di esperti della Commissione europea, presentava una visione di ciò che il settore della nanoelettronica dovesse offrire sino al 2020 affinché l'Europa potesse avere un ruolo di leader nella ricerca e sviluppo nel campo della nanoelettronica. Gli esperti individuavano anche gli impatti che questi cambiamenti avrebbero dovuto avere sullo sviluppo di altri settori economici.

In Europa al momento esiste l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare - EFSA che sin dal 2006 segue gli sviluppi nel settore della nanotecnologia, fornendo ai gestori del rischio (in connessione con il NANO network) consulenze scientifiche e assistenza tecnica di natura indipendente, compresa l’analisi dello stato attuale delle conoscenze e degli ultimi sviluppi nel settore della nanotecnologia relativamente ad alimenti e mangimi.

L’ Osservatorio dell’Unione europea per i nanomateriali (European Union Observatory for Nanomaterials, EUON) eroga dal 2017 informazioni sui nanomateriali attualmente sul mercato nell’UE.

WG (c)2022












lunedì 6 giugno 2022

LIET international, il festival di musica delle minoranze d'Europa


Esiste ormai dal 2002 un evento musicale in Europa che coniuga minoranze linguistiche, cultura e turismo. Si tratta del festival internazionale LIET, da molti soprannominato l' "Eurovision song contest delle minoranze".

Pur essendo poco noto, di fatto beneficia di un'elevata attenzione di pubblico, sia presente che attraverso la sua diffusione in streaming attraverso iI social (Facebook) e televisiva (grazie a BBC e Al Jazeera), pur in una situazione in cui i musicisti si esibiscono in lingue così poco parlate che solo poche migliaia di persone in Europa possono capire il testo delle canzoni.

 

Il festival della canzone per le lingue regionali e minoritarie (acronimo LIET International) è stato organizzato per la prima volta nella capitale della Frisia, Ljouwert/ Leeuwarden (nord dei Paesi Bassi). Dal 2006, il festival si e' svolto regolarmente in Europa (con una sola interruzione dovuta alla pandemia COVID 19) prediligendo I piccoli centri urbani caratterizzati dalla presenza di comunita' minoritarie autoctone. Dal 2008, inoltre, beneficia del patrocinio del Consiglio d'Europa. 

 

Nel 2022, l'ultima edizione di LIET International si è svolta a Tonder, nella Danimarca del sud, cittadina di appena 7.500 abitanti la cui maggioranza e' di origine tedesca. All'evento hanno partecipato 13 cantanti (su una rosa di ben 28 candidature iniziali) rappresentanti di altrettante minoranze linguistiche d'Europa.

 

Per maggiori info, vedi https://liet-international.com/ 

giovedì 10 marzo 2022

Pillole di PNRR (6)

I 6 settori di intervento prioritari del PNRR (le cosiddette MISSIONI)

  1. Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura
  2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica
  3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile
  4. Istruzione e Ricerca
  5. Inclusione e Coesione
  6. Salute

Fonte: https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/  

lunedì 28 febbraio 2022

Pillole di PNRR (5)

I programmi di punta europei (European Flagships) cui fa riferimento il PNRR

  1. Utilizzare più energia pulita (Power up)
  2. Rinnovare (Renovate)
  3. Ricaricare e Rifornire (Recharge and refuel)
  4. Collegare (Connect)
  5. Modernizzare (Modernise)
  6. Espandere (Scale-up)
  7. Riqualificare e migliorare le competenze (Reskill and upskill).

Fonte: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_20_1658 

giovedì 24 febbraio 2022

Pillole di PNRR (4)

 I finanziamenti messi a disposizione dall'Ue nell'ambito del Programma Next Generation Eu (2021-2026)


Fonte: https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/  






domenica 20 febbraio 2022

Pillole di PNRR (3)

 Gli assi strategici del PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR si sviluppa intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo:

  • digitalizzazione e innovazione
  • transizione ecologica
  • inclusione sociale

L'obiettivo e' di contribuire in modo sostanziale a ridurre i divari territoriali, quelli generazionali e di genere.

Fonte: https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/  

giovedì 17 febbraio 2022

Pillole di PNRR (2)

 Il PNRR e l'Italia

Il Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia nell'aprile 2021 prevede investimenti e un coerente pacchetto di riforme con risorse per 191,5 miliardi di euro finanziate attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) e per 30,6 miliardi attraverso il Fondo complementare istituito dal governo italiano (DL 59/2021), per un totale di fondi previsti di 222,1 miliardi di euro.

Inoltre, entro il 2032, si prevede lo stanziamento di ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche e per il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Nel complesso, saranno messi a disposizione circa 248 miliardi di euro. A tali risorse, ancora, si aggiungono ulteriori 13 miliardi resi disponibili dal programma REACT-EU previste per gli anni 2021-2023. 

Fonte: https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/

martedì 8 febbraio 2022

Pillole di PNRR (1)

 Cos'e' il PNRR.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si inserisce all’interno del programma Next Generation Eu (NG Eu), che consiste in un pacchetto da 750 miliardi di euro - costituito per circa la metà da sovvenzioni - concordato dall’Unione europea in risposta alla crisi pandemica degli ultimi anni.

La principale componente del programma NG Eu è il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), che ha una durata di sei anni (2021-2026) per un ammontare complessivo di 672,5 miliardi di euro (312,5 miliardi di sovvenzioni, 360 miliardi prestiti a tassi agevolati).

Fonte: https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/  

venerdì 4 giugno 2021

Serbia, un potenziale attore regionale nei Balcani leader per gli investimenti esteri

Come rileva la EIU in un report appena pubblicato, nel corso del 2020 gli investimenti diretti esteri (IDE) in Serbia hanno evidenziato un rallentamento, risultato tuttavia di gran lunga inferiore alla media regionale, e i flussi sono rimasti consistenti. I paesi dell'Unione europea si sono confermati come fonte principale, seguiti dalla Cina. La performance positiva è continuata quest'anno, con gli IDE in crescita del 20% nel primo trimestre. In relazione alle dimensioni della sua economia, la Serbia è una delle destinazioni più popolari per gli IDE in Europa e si sta affermando come hub regionale per l'industria automobilistica. I recenti sviluppi suggeriscono che la Serbia sta diversificando sempre più il suo ecosistema manifatturiero, il che potrebbe posizionarlo in maniera tale da poter rivendicare una quota maggiore di creazione di valore aggiunto nelle futureglobal supply chains.

lunedì 3 agosto 2020

Presentato il Rapporto ICE 2019-2020 e l'Annuario 2019 Istat-ICE sull'internazionalizzazione

E' stato presentato il 28 luglio scorso il XXXIV Rapporto ICE 2019-2020 e l'Annuario 2019 Istat-ICE sull'internazionalizzazione, di un particolare momento storico caratterizzato dall'epidemia Covid 19 - in cui l’export è destinato a costituire uno dei fattori-chiave per l'uscita dalla crisi - ma anche del cambio di guida dell'internazionalizzazione dell'Italia, la cui gestione è passata lo scorso anno dal Ministero dello Sviluppo economico (MISE) a quello degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI).


La presentazione è stata l'occasione per fare un aggiornamento delle attuali dinamiche commerciali ed economiche per l'Italia.

Dopo diversi anni di crescita, infatti, l'export è stato pesantemente condizionato nel 2020 dall'evolversi della pandemia. Da maggio si è evidenziata una ripresa, tuttavia sul futuro delle esportazioni italiane continuano a pesare le incognite legate alla crisi sanitaria. Davanti a questa situazione, il governo italiano è già intervenuto, stanziando oltre 1 miliardo di euro a favore delle imprese nel Patto per l’export, anche se il MISE è conscio che nelle prossime manovre economiche saranno necessari ulteriori fondi per sostenere l’internazionalizzazione. In tal senso esso è già intervenuto, rafforzando finanziariamente il sistema di incentivi di SIMEST a favore delle imprese italiane aiutandole a internazionalizzarsi e a ripartire e a rafforzarsi nel mondo.  


Di particolare interesse i due allegati al Rapporto, il Quaderno 'E-commerce e nuove tecnologie: un traino per l'export italiano e il Quaderno 'Innovazione e finanza nel millennio della sostenibilità.


E' stato infine annunciato che entro fine agosto sarà operativo il nuovo portale unico sugli incentivi per l’export.